CATANIA – In Sicilia le morti per presunta malasanità sembrano non trovare fine. Pochi giorni fa è morta la neonata Nicole per una concatenazione di negligenze, successivamente il piccolo Daniel a cui non era stata diagnosticata la meningite, mentre a Niscemi, la vittima, questa volta, un maestro di scuola elementare colpito da emorragia cerebrale è deceduta attendendo per ore un posto in rianimazione.

Sempre in Sicilia, il 20 febbraio si è registrato un nuovo episodio. Al Sant’Antonio Abate di Trapani un uomo entrato al pronto soccorso con la pressione a 190 è stato classificato dal triage come un codice giallo. In attesa di essere nuovamente visitato, l’uomo si è accasciato a terra ed è morto.
Venerdì scorso è morta una donna di 75 anni ricoverata all’ospedale Papardo di Messina per le gravi complicazioni insorte dopo l’operazione subita per un’ernia ombelicale.
Oggi la tragica morte del piccolo Mattia. Il calvario del piccolo è iniziato, secondo quanto appreso dai media, all’ospedale di Bronte dove non sarebbe stata diagnosticata un’infezione che ha causato, nel giro di pochi giorni, un parto prematuro. Per partorire, la signora è stata trasferita da Catania a Siracusa, ospedale Umberto Primo. Anche in questo sembrerebbe che non c’erano posti disponibili in terapia intensiva a Catania. Come per Nicole
“In tutto sono sei i casi eclatanti di presunta malasanità, diffusi dalle cronache di questi giorni e raccolti dall’Osservatorio per i Diritti del Malato dell’Associazione CODICI. Purtroppo però quanto accaduto non è una semplice coincidenza del periodo. Si tratta dei riflessi di una malapolitica che per decenni ha allungato le mani su un settore importante come la sanità in cui in gioco ci sono le vite dei pazienti. Inutile nascondersi dietro al dito ma il Sistema Sanitario Regionale in Sicilia è al collasso. In considerazione di questi ultimi fatti, l’Associazione CODICI chiede al governo di commissariare subito la Sanità in Sicilia. Non è più possibile assistere a questa mattanza di vite umane in maniera del tutto passiva.” dichiara Manfredi Zammataro, Presidente dell’Associazione CODICI- Centro per i Diritti del Cittadino- Sicilia.

 

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