di Graziella Nicolosi

CATANIA – Passata la paura, ora si comincia a fare la conta dei danni. E sono pesanti quelli lasciati dall’ondata di maltempo che ieri in tarda mattinata ha colpito Catania e provincia, con piogge torrenziali e soprattutto con una grandinata record.

grandine 3xLa zona più colpita è quella fra Giarre, Acireale e Fiumefreddo, dove ha imperversato una violenta tromba d’aria che ha scoperchiato tetti di abitazioni, divelto cartelloni pubblicitari e abbattuto alberi. Nel Comune giarrese le scuole oggi resteranno chiuse, come anche a San Gregorio di Catania.

Scuole aperte invece ad Acireale, per disposizione del sindaco Roberto Barbagallo. Il primo cittadino, insieme al locale dirigente della Protezione Civile, Giuseppe Torrisi, consigliano comunque di mantenere prudenza negli spostamenti per l’intera giornata, soprattutto nei pressi delle aree esondabili. Resta attivo il presidio operativo previsto dal Piano di Protezione Civile.

Per il presidente della Coldiretti di Catania, Giovanni Pappalardo, “anche se ancora è preso per fare delle cifre, si può già dire che ammontano a milioni di euro i danni alle colture e alle strutture, nonché alla viabilità interna”. La situazione è pesante nella piana di Catania, nei paesi alle pendici dell’Etna (Misterbianco – Motta – Paternò – Biancavilla) e nel calatino (Castel di Judica – Caltagirone – Palagonia).  La grandinata che ha colpito Ramacca fa temere conseguenze per la produzione di carciofi, mentre nella zona di Maletto e comuni limitrofi – già danneggiata dalla gelata delle settimane scorse che ha bruciato le fragole –  si sono registrate forti piogge e nevicate.

Più limitati, almeno secondo il resoconto fornito dal Comune, i danni nel capoluogo etneo. “Grazie al lavoro preventivo di pulizia svolto su tombini, caditoie e canali –  ha detto l’assessore alla Protezione civile Luigi Bosco –  la forte grandinata sulla zona etnea e su Catania non ha messo in crisi il sistema di smaltimento delle acque “.grandine 6

Di fatto, la grandine ha ostruito temporaneamente le caditoie e imbiancato i bordi delle strade come dopo una nevicata. Dai paesi della fascia pedemontana e fino alla circonvallazione sono stati segnalati, portati dall’acqua, blocchi di ghiaccio grandi anche un metro quadrato. Un vero e proprio fiume bianco si è riversato lungo via Etnea fino alla piazza del Duomo, davanti agli occhi increduli dei cittadini. Il tutto ripreso dalle telecamere di improvvisati cineoperatori, che hanno subito caricato le immagini sui social network. Chicchi di grandine grossi come noci hanno danneggiato le carrozzerie e i parabrezza delle auto, specie nella zona nord della città.

Un grande ingorgo, causato principalmente dal restringimento delle carreggiate per l’accumulo di ghiaccio, si è verificato nella zona tra il viale Mario Rapisardi, il viale Regina Margherita e la zona di Cibali. In via Caronda il vento ha fatto cedere una delle luminarie sistemate per la festa di Sant’Agata; la Protezione civile comunale è intervenuta anche nella zona del cimitero dove alcuni alberi, sotto l’effetto del forte vento, sembravano potessero cedere. Altri alberi pericolanti per il vento sono stati segnalati nella zona della scuola Galileo Galilei. In piazza del Tricolore un palo della luce danneggiato dal vento è stato messo in sicurezza.

I tecnici comunali sono intervenuti nella scuola Parini dove, in un corridoio esterno al bar, due pannelli di plexiglas hanno ceduto sotto il peso della grandine. Danni anche nel liceo scientifico Principe Umberto, dove è crollato parte di un solaio in plexiglas che faceva da punto luce nella zona centrale dell’edificio.

In molti si chiedono come mai la Protezione civile regionale abbia declassato l’allerta meteo, peraltro annunciata il giorno precedente con un comunicato stampa, da livello arancione a giallo. “Ci è stato spiegato – ha risposto l’Assessore Bosco – che le grandinate sono prevedibili soltanto qualche minuto prima”.

Un fenomeno meteorologico eccezionale, che per fortuna non ha provocato conseguenze più gravi in zone tradizionalmente “a rischio” come il Villaggio Santa Maria Goretti e l’area nei pressi del cimitero. “L’Amministrazione – ha aggiunto Bosco –  ha provveduto immediatamente a rendere operative anche le squadre della Multiservizi, pronte a intervenire con le idrovore, che per fortuna non sono mai state necessarie”.

560189_1404000776565195_3204482983941016113_nIntanto ieri sera il sindaco Bianco ha annunciato che chiederà al Governo nazionale la dichiarazione dello stato di emergenza, in particolare per i danni provocati dal maltempo all’agricoltura in tutta la provincia. “Parlerò personalmente con il ministro alle Politiche Agricole Maurizio Martina ed informerò il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta”, ha assicurato il sindaco.

 

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