di Agnese Maugeri, foto servizio: Vincenzo Musumeci

Acireale – “Non voglio dimostrare nulla, voglio mostrare”. Nella sala del IMG_1511Credito Siciliano di Acireale, il maestro del fumetto e della sensualità femminile Milo Manara cita questa frase del grande regista Federico Fellini per iniziare la conferenza di presentazione della sua mostra “Tutti i ciak delle Seduzione” esposta proprio nei locali della banca dal 1 febbraio al 1 marzo 2015.

Malgrado le burrascose condizioni metereologiche una folla di gente è giunta per accogliere l’illustre disegnatore, stipati in una stanza fin troppo piccola dove a metà incontro risultava difficile prender aria, la platea è rimasta affascinata dai racconti surreali di Manara.

Tanti i giovani con enormi cartelle stracolme di albi e fumetti pronti per farli autografare, e poi eccolo arrivare, Manara passa tra la folla senza farsi accorgere, stanco dal lungo viaggio, si siede accanto all’organizzatore e moderatore Marco Grasso, un completo scuro, un lupetto nero, sono solo i suoi bianchi capelli e i suoi occhi azzurri vispi, che spiccano, quegli occhi che tanto hanno visto e molto ancora devono raccontare.

Spronato da Grasso, il disegnatore inizia spiegando la funzione sociale che ricopre oggi l’arte “nel mondo d’oggi l’arte e ben lontana dalla società per poter adempiere alla sua funzione sociale, questa caratteristica l’hanno ereditata altre discipline come il cinema, e perché no i fumetti dato che il loro schema narrativo affabulatorio è adatto a raccontare e rappresentare la società odierna”.

La mostra consta di due percorsi che si alternano, incontrano e intrecciano in una lunga strada fatta di 60 tavole, fumetti, ritratti, locandine di film, cimeli trattanti da un lato la bellezza femminile di cui Manara è il più grande ed esperto esponente, dall’altro l’unione di due “mostri sacri” della cultura artistica italiana, il maestro del cinema Federico Fellini e Milo Manara.

Le sue famose “donnine” sono in quei disegni posti nelle teche in tutta la loro sensuale eleganza, con le lente movenze che le contraddistinguono, maliziose, ammiccanti ma mai volgari, fra tutte spicca lei Miele, spregiudicata, disinibita ma dolcissima eroina sexy, ma l’erotismo di Manara si contrappone e si unisce alle altre tele quelle che raccontano l’incontro lavorativo e umano del disegnatore e del registra.

I due artisti iniziarono la collaborazione nel 1987, Manara spiega alla plateaVMM_WEBSJ5309 che Fellini aveva iniziato la sua carriera come fumettista poi il mondo del cinema lo catturò e travolse. Molti sono gli episodi che il disegnatore ha raccontato sul suo amico regista, “durante le riprese di Roma – racconta Manara – è venuto a trovare Fellini sul set Lee Falk il padre dei Mandrake, il disegnatore dalle movenze assomigliava proprio al suo personaggio, Fellini per omaggiarlo chiese di spegnere tutto il set, una volta giunto Falk, Fellini fece un gesto, diede il via, la città colta nel buio della notte si accese grazie alle luci di tanti fari di motociclette, Lee Falk si commosse”.

I disegni in mostra che riguardano il lavoro di Manara e Fellini trattano due opere “Viaggi a Tulum” e “Il viaggio di G. Mastorna detto Fernet” due film che il registra non poté girare e che furono trasformati grazie al fantastico tratto di Manara in fumetti.

Ripescando qualche ricordo del primo fumetto “Viaggi a Tulum” il disegnatore regala al pubblico delle fantastiche rivelazioni sul cappello di Fellini oggetto da cui il regista non si separò mai. “Il cappello Fellini lo compro a Torino, passeggiava con il famoso mago Gustavo Roll quando ad un tratto iniziò a piovere, subito i due entrarono in un negozio per comprare un cappello ma il regista non riusciva a trovare quello giusto. A un tratto Roll schiocco le dita e da una mensola cadde una scatola di cartone, si aprì e dentro apparve il cappello”.

Manara continua i magici racconti “Fellini mi descrisse molti episodi strani di cui il cappello fu il protagonista, proprio durante il viaggio a Tulum lui con la truppe erano su una piramide in Messico, furono colti dalla notte e scendere era un’impresa ardua. Fellini mosso dalla rabbia lancio il suo cappello nel vuoto dall’alto della piramide, una volta scesi a fatica arrivati in macchina, sul tettuccio il registra trovo il cappello ad aspettarlo”. L’ultimo fantastico episodio del cappello stregato vide come protagonista Manara stesso “eravamo sul raccordo anulare quando lo stavano costruendo, su di una jeep, il cappello ad un tratto volò via dalla testa di Fellini, tornare indietro era impossibile. Una volta giunti a cinecittà vidi un ragazzo in moto che agitava il cappello in mano mi raggiunse e mi disse, signore ecco il suo cappello, io sbigottito gli risposi non è il mio questo è il cappello di Fellini”.

Disegni meravigliosi sono quelli che ripercorrono questi film tramutati in fumetti, la storia di Fernet il clown ci spiega Manara è terminata per uno strano caso del destino. Il clown come tradizione vuole ha il nome di un liquore e suona un violino piccolo che porta dentro un insieme di custodie con uno schema a matrioska, durante una trasferta l’aereo dove viaggiava subisce un incidente effettua un atterraggio d’emergenza davanti la cattedrale di Colonia, il clown viene tratto in salvo. In un primo momento nessuno capisce che si tratta di una sciagura solo in seguito una giornalista descrive i fatti dicendo che non ci sono superstiti. Fellini, racconta Manara, non usava mai scrivere la parola “Fine” poiché sosteneva che dopo aver sognato, questa parola determinava una delusine, il caso volle che qualcuno stampando questo primo episodio scrisse al termine Fine, il regista ha così deciso di non proseguire più la storia.

Il Sindaco di Acireale Roberto Barbagallo ha ringraziato Milo Manara per la presenza e per la mostra che attribuisce al carnevale acese una valenza internazionale.

VMM_WEBSJ5295Manara infatti ha creato un bozzetto per un carro allegorico che però per motivi di tempistica non è stato ancora realizzato. Il carro spiega il disegnatore rappresenta la Sicilia e il suo essere femmina “l’idea propostami è stata quella di presentare la Sicilia come frutto e fusione delle sue dominazioni, ma nel contempo raffigurarla come una donna bellissima, cosi ho creato quattro creature femminili che rappresentano la cultura araba, normanna, spagnola e greca. L’araba è vestita solo di veli come richiede l’ideale comune, la normanna è una guerriera con elmo e cotta di maglia, la spagnola ha grandi gorgere come le dame del 500, e la greca è rappresentata con l’aspetto della dea Diana cacciatrice. Le quattro donne danzeranno in un girotondo sulle onde del mare dal quale usciranno tritoni, sirene e tonni”.

Una mostra unica che riecheggia quel sogno già inseguito e catturato dalle pellicole felliniane, del resto come sostiene Manara la realtà è già rappresentata dai giornali e da tanta bruttezza, bisogna prendere spunto dal reale e poi dar spazio alla fantasia, all’immaginazione racchiudendola in una dimensione onirica.
Nel lungo percorso troviamo anche i disegni più recenti quelli che riguardano la simbiosi tra Manara e la grande casa di fumetti statunitense la Marvel per la quale il disegnatore italiano ha ritratto le supereroine degli X-Man, ma non si è allontanato dalla sua visione sensuale, del resto come lui stesso afferma le donne della Marvel sono eroine che rappresentano i miti moderni, divinità dell’olimpo pop, certo sono più vestite rispetto i classici disegni di Manara ma hanno sempre quella forte carica sensuale che le contraddistingue.

Infine il disegnatore ha parlato del suo ultimo lavoro “Il Caravaggio” unVMM_WEBSJ5296 omaggio all’opera dell’artista divisa in due parti che raccontano la vita del pittore segnata dall’omicidio che commise. La prima parte trattante la vita e produzione romana di Caravaggio uscirà ad aprile, la seconda che invece racconterà la fuga da Roma verso Napoli, Malta, la Sicilia nel tentativo disperato di ritornare nella capitale fino alla sua morte è ancora in produzione.

Il carnevale di Acireale potrà quest’anno attingere da una tavolozza di colori esclusivi e straordinari quella del grande Milo Manara.

Agnese Maugeri

Foto Servizio: Vincenzo Musumeci

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