di Alessandro Ferro

Non ha nemmeno 22 anni ed è già il numero uno tra i tennisti siciliani. Ma l’obiettivo dichiarato è uscire oltre ai confini isolani e diventare presto un top 100. Marco Cecchinato, palermitano classe 92’, grazie all’aiuto del suo allenatore e del preparatore atletico, oltre a migliorare il suo tennis, ha fortemente incrementato la tenuta mentale che fino all’anno scorso era il suo più grosso tallone d’Achille.

«Adesso se mi alleno e lavoro un’ora e mezza, prima facevo al massimo 40 minuti, il meno possibile insomma… È tutto merito del mio allenatore Cristian Brandi e di Umberto Ferrara, il mio preparatore atletico. Li ringrazio per il lavoro che stiamo svolgendo» ha dichiarato.

 Attualmente 173 della classifica ATP, ha ottenuto il suo best ranking nell’ottobre 2013 raggiungendo la posizione 159. Ma gli obiettivi che ha indicato Cecchinato sono ben altri.

«Quest’anno voglio arrivare intorno alla centesima posizione, c’è anche una scommessa in corso con il mio ex allenatore, Francesco Aldi, il cui best ranking è 111, devo superarlo entro la fine del 2014. E poi…»

Poi?

«Poi vorrei superare anche Alessio Di Mauro, che è stato il siciliano più forte della storia del tennis ed è arrivato alla posizione numero 68. Ma per questo obiettivo ovviamente non posso mettere una data.»

Tra poco cominciano gli Internazionali di Tennis al Foro Italico, sei stato più volte vicino ad entrare in tabellone, che obiettivi hai per quest’anno?

«Dovrebbe arrivarmi un invito dalla Federazione, sarebbe bellissimo partecipare in tabellone od anche in qualificazione, visto che per due anni ho giocato abbastanza bene raggiungendo l’ultimo turno di qualificazioni dopo aver battuto due giocatori che erano tra i primi 100 e lottando con altri due primi 100. Poi giocare al Foro Italico è sempre una bellissima emozione, ancora maggiore se si è italiani.»

La stagione in corso anche se cominciata in sordina sta proseguendo bene, giocherai i quarti di finale contro Potito Starace al Challenger di Vercelli.

«Starace è il giocatore per cui tifavo da piccolo, affrontarlo non sarà per niente facile. Sono comunque contento di aver disputato un ottimo incontro contro un top 100, Dustin Brown.»

Come proseguirà la tua stagione?

«Dopo Vercelli andrò in Tunisia a giocare un Centomila, poi spero al Foro, dopodiché per la prima volta parteciperò ad un grande Slam, il Roland Garros, per me il più bello dei quattro visto che la mia superficie preferita è la terra rossa.»

Esiste un torneo a cui ti senti maggiormente legato e dove credi di fare bene?

«Ti dico San Marino, visto che l’anno scorso è stato l’unico torneo grosso che ho vinto. Ho sensazioni ottime e spero di rifare bene anche quest’anno. Poi tanti altri in cui l’anno scorso non ho giocato.»

Se dovessi indicare il tuo punto forte e quello debole cosa diresti?

«Ho forte servizio e dritto, con cui mi costruisco e faccio più punti. Quest’anno sto lavorando tanto sul rovescio che è il mio punto debole. Grazie ai due mesi che ho fatto indoor dopo averlo deciso con il mio allenatore, anche se molti mi hanno criticato, sono migliorato dalla parte del rovescio rispetto all’anno scorso. Sono contento anche se ho vinto molto poco nei primi due mesi, ma era una cosa necessaria per migliorare il mio tennis ed il mio carattere.»

Un altro collega siciliano, Gianluca Naso, ha speso parole d’elogio per te.

«Lo ringrazio. Credo che come ‘esca’ la palla a Gianluca l’ho visto fare a pochi. Quando la colpisce la spacca, gli esplode la palla. Forse il punto debole è come si muove in campo, è un po’ lento ed a livello alto un po’ lo paga, però la palla la colpisce davvero bene.»

Tra i giovani talenti siciliani, oltre a voi due, chi indicheresti?

«Un ottimo giocatore è Salvatore Caruso. Adesso è intorno alla 350 posizione, ci ho giocato un mese fa e rispetto all’anno scorso ha fatto grandissimi miglioramenti. A breve farà molto bene e secondo me è uno che può far bene fino alla fine dell’anno, sarebbe uno spreco la sua posizione, secondo me può andare intorno ai 200. Lui è uno dei migliori oltre a Gianluca Naso.»

Alessandro Ferro

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