CATANIA – Marco Selvaggio trentunenne catanese è un avvocato di professione e musicista per vocazione. La sua passione per la musica lo porta a suonare diversi strumenti di musica tradizionale africana come il krin, il djembè ed i tamburi bassi e uno strumento di origine svizzera l’hang. Numerose sono le sue collaborazioni a livello mondiale tra cui ricordiamo nel 2004 ha partecipato alla Nuit Blanche a Parigi e in Italia nel 2009 ha suonato allo Shangò a Roma, e nel 2010 a Pisa al Bellavita.
La sera si può incontrare Marco come percussionista della musica house ed elettronica in diversi locali tra cui i venerdì Ma o qualche volta ai Mercati Generali, Banacher, Giara e al Septimo di Taormina, all’Afrobar, allo ZO,  Cafè de Mar, Majazè, al Faro, all’Una Hotel Palace al Vola, al 17, ai 4Venti, alle Capannine. Nel 2011 Marco si esibisce come ospite per l’evento Maggio in Musica al Teatro Vincenzo Bellini di Catania con l’hang e la sua esibizione live messa su youtube risulta ad oggi essere il video più visto in assoluto del teatro. Nel maggio del 2012 Marco suona come Special Guest al Shadow Lounge e al festival Lovesexy di Malta. E negli ultimi due anni Marco ha suonato a Vienna diverse volte, Londra, Monaco, Budapest, Bratislava, Berlino, Bruxelles, al Burning Mountain Festival in Svizzera e in quasi tutta l’Italia. L’1 dicembre 2014 uscirà l’album dal titolo The Eternal Dreamer. Il titolo dell’album è anche legato al singolo dal titolo omonimo uscito il 25 ottobre. Per vedere il video del singolo potete cliccare su youtube al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=aR9w2hX1E6k

Abbiamo posto alcune domande a Marco.

  • Che tipo di obiettivi ti sei posto nel momento in cui hai deciso di confrontarti con il mondo della musica?

“Sono sempre stato molto ambizioso. All’inizio di questo progetto mi son confrontato molto con mio padre Filippo Selvaggio, uno dei tre produttori e con le due storiche donne della musica catanesi Nica Midulla e Simona Virlinzi, titolari di una bellissima realtà discografica, la Waterbirds Records. The Eternal Dreamer è piaciuto moltissimo a tutti quanti loro e spinto dall’esperienza di Nica, dall’entusiasmo di Simona e dall’amore di mio padre abbiamo deciso di intraprendere questo bellissimo cammino musicale. L’album ha un bellissimo respiro internazionale e l’obiettivo che mi son posto all’inizio insieme a loro è stato quello di realizzare un bellissimo disco! Son pienamente soddisfatto delle canzoni che son venute fuori in studio di registrazione! Adesso l’obiettivo sarà incentrato molto sulla promozione! Mi piacerebbe che queste canzoni vengano ascoltate, apprezzate e magari condivise nonostante io sia già molto felice”.

  • Come nascono le tue canzoni? A cosa ti ispiri?

“Le mie canzoni trovano ispirazione sostanzialmente dalla mia vita! Le mie esperienze, i luoghi visitati e le persone incontrate durante la mia vita. C’è amore in queste canzoni, ci sono diversi sogni, c’è tanta vita, amarezza, tristezza, malinconia, allegria e forza di combattere. Spesso mi ritrovo a scrivere a mare, nei miei luoghi, o durante un viaggio, in treno. La cosa bella nel comporre è che non è necessario essere in un luogo specifico. L’importante è aver determinate cose dentro e riuscire a buttarle fuori e metterle in musica! E’ un po’ un gioco”.

 – Che cos’è l’hang per te e come ti sei appassionato a questo strumento?

“L’hang per me è un po’ il mio mondo in questo momento! Tutto ciò che mi circonda è musica. Non è semplice spiegare com’è nata la passione per questo strumento. Io dico sempre che è stata serendipità! Il termine serendipità indica la fortuna di fare felici scoperte per puro caso e, anche, il trovare una cosa non cercata e imprevista mentre se ne stava cercando un’altra. Io non cercavo l’hang, mi è semplicemente capitato davanti un suonatore dell’est d’Europa mentre cercavo un locale di Roma per Trastevere! Da lì è iniziata la sfrenata ricerca per lo strumento e l’amore folle per lo stesso che mi ha portato oggi a suonare e comporre tante musiche e canzoni e che al tempo stesso mi tiene incollato 4 ore al giorno, o meglio a notte, sullo stesso. È uno strumento incredibile che riesce ad evocare sensazioni mistiche. È quasi ipnotico ed è difficile separarsene. Non è semplice descriverlo, io dico sempre che se la magia è presente nella musica, per quanto mi riguarda, è dentro questo scrigno di metallo chiamato Hang”.

  • Ti senti di dover ringraziare qualcuno o qualcosa per il tuo successo?

“Vorrei ringraziare davvero tante persone. Le righe non sarebbero sufficienti. Mi piace sempre mettere in primo piano coloro che hanno creduto in me fin dall’inizio cioè Nica Midulla, Simona Virlinzi e Filippo Selvaggio. Loro hanno davvero investito, economicamente e potrei anche dire fisicamente con grande dispendio di energie credendo a questo bellissimo progetto. Sono delle persone speciali ed a loro devo molto. Mi piace citare le parole di Nica quando mi ha detto che anche suo figlio così come me diceva qualcosa del genere “bisogna guardare in cielo ma avere sempre i piedi per terra”. E’ una frase che adoro e che mi è uscita spontaneamente di bocca ed è ciò che faccio ogni giorno pensando al nostro disco. Mi piace, inoltre ricordare, Toni Carbone con il quale ho trascorso intere giornate in studio di registrazione! Fonico, arrangiatore e produttore artistico dell’album cui voglio molto bene così come il mio caro amico nonché compositore Giuliano Fondacaro che ha scritto le musiche pure di due brani del disco e altri due insieme a me. Valentina Indelicato che ha dato una veste grafica all’album lavorando moltissimo e prestando la sua arte a questo album. Ha realizzato delle illustrazioni che fanno sognare e si sposano perfettamente con le canzoni e l’album in genere. E’ stata geniale. Gli altri ringraziamenti sono all’interno del disco. Potrei non finire più. Ci tengo, in ogni caso, a precisare che l’album è dedicato alla memoria di Francesco Virlinzi! Un importantissimo produttore purtroppo non più presente tra noi che non ho mai avuto il piacere di conoscere ma che grazie a sua madre e sua sorella vive attraverso bellissimi ricordi e musica. Ho grandissima stima e rispetto per lui e mi spiace davvero non aver mai avuto, a causa della mia età, l’opportunità di confrontarmi con una persona così grande e che ha dato tanto alla mia città ed al mondo della musica in genere”.

  • Qual è il sogno che ancora devi realizzare?

“Il mio sogno è stato già realizzato con la realizzazione dell’album. Adesso mi piacerebbe che il mondo intero lo ascoltasse. Ma non vivo di sogni. Ho i piedi ben piantati a terra! C’è la musica!”

  • Cosa significa per te il titolo del tuo nuovo album che uscirà l’1 dicembre?

“The Eternal Dreamer è l’eterno sognatore che è dentro ognuno di noi! Colui che sogna ma che guarda in faccia la realtà! Che l’affronta a viso aperto e non si arrende mai. Questo album affronta in maniera decisa il tema del sogno, della vita e dell’amore. Sono delle tematiche viste da diverse prospettive. Il titolo dell’album è anche legato al singolo dal titolo omonimo uscito il 25 ottobre. Per rispondere pienamente a questa domanda vi auguro soltanto buon ascolto!”

Per info: www.marcoselvaggio.com.

Anita Rapisarda

 

Scrivi