«Avremmo tutte le carte in regola per auspicare che i litorali siciliani finiscano sulle pagine dei giornali per fare bella mostra di sé e attrarre visitatori da tutto il mondo, l’estate che volge al termine sarà invece ricordata come l’ennesima occasione persa per rilanciare la nostra vocazione turistica e per i titoli sulle pagine di cronaca dei quotidiani locali, che hanno raccontato e fotografato lo scenario impietoso di acque sempre più torbide, e attraversate con una frequenza allarmante da chiazze schiumose di colore giallastro e maleodoranti». Con queste parole Manfredi Zammataro, presidente del CODICI Sicilia – Centro per i Diritti del Cittadino, è intervenuto sulla questione relativa all’inquinamento della costa ionica che ha tenuto banco nelle ultime settimane, preannunciando iniziative volte a fare luce sulle cause che hanno determinato le sorti di una stagione da dimenticare e che sul punto è pronto ad andare fino in fondo. «Sappiamo perfettamente come, in materia di depurazione, la nostra regione accusi un ritardo pesantissimo sul fronte dell’adeguamento agli standard richiesti e che innumerevoli sono stati al riguardo i richiami dell’UE. Ciò che però ci turba maggiormente in questa vicenda è che, ad oggi, nessuno pare essere in grado di dare spiegazioni sull’effettiva natura dei liquami presenti in mare, e che nel corso di questi mesi si è lasciato che la balneazione non subisse restrizioni significative rispetto ai tratti già vietati a inizio stagione dal Decreto del Dipartimento attività sanitarie e osservatorio epidemiologico dell’assessorato della Salute, con il verificarsi, potenzialmente collegabile, delle infezioni intestinali e delle reazioni cutanee di cui tutti purtroppo abbiamo letto sui giornali, e di cui noi in particolare abbiamo raccolto decine di segnalazioni presso i nostri sportelli».

Sul punto, l’associazione annuncia infatti che, per mezzo dell’avv. Lisa Gallo, componente dell’ufficio legale del CODICI Sicilia, e del dott. Massimiliano Scalisi, dell’Osservatorio Codici Ambiente, depositerà un’istanza di accesso agli atti nei confronti dell’ARPA e delle AA.SS.PP. di Messina e di Catania, al fine di verificare i dati delle attività di monitoraggio delle acque di balneazione condotte durante la stagione in corso, accertare la conformità dei dati microbiologici rilevati ai parametri di legge, e comprendere se, nell’ipotesi di superamento delle soglie previste, siano state effettivamente adottate, di concerto con le amministrazioni locali, tutte le misure necessarie a salvaguardare la salute dei bagnanti.

Per tutti coloro che volessero segnalare ulteriori episodi di inquinamento delle spiagge o delle acque di balneazione nei Comuni del litorale o che volessero denunciare casi di disagi alla salute manifestati in concomitanza con la frequentazione di queste aree, l’associazione CODICI mette a disposizione la propria linea telefonica, al numero 320.2281052, e la propria e-mail all’indirizzo  codici.catania@codici.org.

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