di Elisa Guccione

CATANIA- In  occasione dell’imminente debutto dello spettacolo, “Ri…Vivi con noi… un’esplosione di emozioni”, all’anfiteatro comunale di Zafferana, nell’ambito della rassegna “Etna in scena”,   incontriamo Maria Grazia Falsone creatrice ed ideatrice dell’ambizioso spettacolo. Approfondiamo e conosciamo la nascita e lo sviluppo del particolare evento culturale scoprendo anche alcuni aspetti più intimi del carattere della poetessa agrigentina.

Locandina 2014 no sponsor– Il sette settembre sarà protagonista all’anfiteatro di Zafferana  con lo spettacolo “Ri…Vivi con noi… un’esplosione di emozioni”. Ci spiega da cosa nasce quest’idea?

«L’obiettivo della serata è emanare emozioni. Si tratta di un particolare viaggio emozionale da cui far riemergere i più reconditi sentimenti nascosti nel nostro cuore. Lo spettacolo sarà arricchito da varie forme d’arte come il canto moderno, lirico, la danza, la recitazione e il video ricordando Lucio Dalla, Lucio Battisti, Roberto Murolo, Mia Martini e Mario Del Monaco.  Un momento speciale sarà dedicato alla sicilianità ricordando Ignazio Buttitta, straordinario poeta siciliano, introdotto dal tenore Carmelo Panebianco che canterà “E vui durmite ancora”. Sarà ricordato anche il folcklore internazionale attraverso la figura del poeta andaluso Garcia Lorca con le coreografie di flamenco di Grazia Maugeri. La manifestazione culturale sarà arricchita inoltre dall’intervento dei “Falconieri”, i quali porteranno in scena due aquile. Il tutto sarà accompagnato da alcuni miei versi poetici. L’arte, per me, è un puzzle i cui vari pezzi costituiscono e formano un concerto di parole e musica pronte a toccare le corde dell’anima. È una particolare messa in scena che va vista, perché solo così si può recepire il messaggio lanciato».

10286905_10202886385752015_5992533076868497981_o– Il suo spettacolo è anche un modo particolare di fare cultura. Quale dovrebbe essere, secondo lei, la chiave adatta per stimolare ed avvicinare la gente alla nostra storia, ai libri e alla poesia?

«lo slogan di questo mio evento è: “Emozionare emozionando”. Quando scrivo, recito o semplicemente voglio comunicare qualcosa cerco sempre di emozionare e non annoiare chi mi ascolta. Devo fare in modo che il pubblico presente alle mie conferenze o presentazioni di libri non guardi mai l’orologio e si accorga del tempo trascorso solo quando è tutto finito. La gente si deve avvicinare alla cultura sconvolgendo determinati canoni, facendo in modo che la poesia esca dalle biblioteche e sia alla portata di tutti».

– Cos’è la poesia per Maria Grazia Falsone?

«La poesia è l’essenza dell’essere umano, ci dà la possibilità di guardare dentro la nostra anima e risolvere anche alcuni dubbi che attanagliano il nostro essere».941743_10200565947782516_199419220_n

– Quindi il poeta o lo scrittore hanno un compito ben preciso …

«Certo. Devono trasmettere l’amore per la vita e l’emozioni ad esse legate. Se non si riesce a fare tutto questo è meglio cambiare mestiere. L’amore è il senso della nostra vita».

– I poeti assorbono come spugne tutto quello che accade e alla fine di un certo percorso interiore trascrivono su carta il loro pensiero. Può darci una definizione del suo modo di intendere e vivere la poesia?

«Cerco di portare un discorso moderno nella poesia che si muove e vive di emozioni. Il momento ideale in cui creo e sento il bisogno di immortalare e scrivere su un foglio bianco le mie sensazioni è il mattino presto. È fondamentale bloccare attraverso la scrittura l’ispirazione che sarà magari perfezionata successivamente ma guai a perdere l’attimo».

– E se succede cosa fa?

«Sto male, finchè non riesco a rievocare quel momento. Una volta è capitato ed è stato davvero molto difficile poter riagguantare quell’attimo».467813_419915258063282_836656705_o

– Garcia Lorca diceva: «La poesia non cerca seguaci ma amanti» …

«Non posso che confermare il pensiero del poeta, perché alla poesia ho dedicato la mia vita. Ho ricevuto tante soddisfazioni a livello internazionale e sono felice di poter comunicare al mondo i miei pensieri, che vengono sposati da molte persone».

– Molti dicono, però, che la poesia non serve a nulla. Come reagisce a tutto ciò?

«Chi parla male della poesia è colui che ne ha più bisogno e che alla fine si troverà, come diceva Montale, davanti a quel muro dai pezzi aguzzi di bottiglia. Il poeta ha la fortuna di saper parlare al cuore della gente, facendo riconoscere a chi ascolta i propri vuoti aiutando, addirittura, a superare, grazie ad un cammino introspettivo, le difficoltà della propria psiche».1329_10201016699451026_641487911_n

– Qual è, se c’è, il libro che l’ha aiutata nei momenti più importanti della sua vita?

«In aereo, in treno, in macchina porto sempre con me “L’elogio dei sogni”, della poetessa Wislawa Szymborska, perché ogni volta che sto male o ho bisogno semplicemente di alcune risposte mi basta leggere alcuni versi per stare meglio. Questo libro è un amico, che mi conforta e mi aiuta».

Elisa Guccione

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