Catania-  L’udienza preliminare del processo contro l’editore Mario Ciancio per concorso esterno in associazione mafiosa si è conclusa con un nulla di fatto. Il Gup del Tribunale di Catania, Gaetana Bernabò Distefano, dopo una lunga camera di consiglio, ha emesso un’ordinanza in cui rigetta le istanze della difesa e rinvia tutto al 3 novembre.
I Pm Antonino Fanara e Agata Santononocito hanno chiesto l’acquisizione di nuovi atti: i verbali del giornalista Valter Rizzo, ascoltato dalla Commissione Antimafia, i documenti del sequestro milionario di fondi riconducibili a Mario Ciancio e un supporto digitale con nuovi documenti.
Di fatto il Gup  ha rigettato le eccezioni presentate dalla difesa che sosteneva  la nullità dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari per “la genericità del capo di imputazione”,
L’eccezione si fondava su una “difformità di contenuti” tra l’avviso di conclusione indagini e la richiesta di rinvio a giudizio: “Nel primo – sosteneva il legale dell’editore – si contestava il reato ritenendo che fosse stato commesso a partire dal 1982 a oggi, mentre nella seconda la data di inizio è scomparsa e si parla di permanenza. Probabilmente per potere acquisire dichiarazioni successive del ‘pentito’ Francesco Di Carlo che parlano di fatti antecedenti al 1982. Ma prima di quell’anno – spiegava il penalista – il reato non esisteva e secondo la giurisprudenza sul caso Contrada non può essere contestato che a partire dal 1994”.
Nell’udienza è stata ammessa la costituzione delle parti civili:  Sos impresa, Ordine dei Giornalisti e di Dario e Gerlando Montana, fratelli di Beppe, il commissario ucciso dalla mafia.
Resta al palo il procedimento relativo al sequestro milionario dei conti in Svizzera,  dell’editore de La Sicilia. L’udienza, infatti, è stata rinviata dal Tribunale sezione Misure di Prevenzione, al prossimo 27 gennaio 2016,  per un difetto di notifica ai curatori del patrimonio svizzero.

S.R.

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