MARSALA – Nella giornata odierna, i Carabinieri di Marsala hanno emesso quattro ordini di custodia cautelare per associazione mafiosa, fittizia intestazione di beni e favoreggiamento aggravato nell’ambito dell’operazione denominata “The Witness”: le indagini,  dirette dal procuratore aggiunto della Dda di Palermo, Teresa Principato, hanno portato all’arresto di Antonino Bonafede, 79 anni, Martino Pipitone, 65 anni, Vincenzo Giappone, 53 anni e Sebastiano Angileri, 48 anni.

A capo della famiglia marsalese c’era proprio Antonino Bonafede, storico uomo d’onore, al quale erano stati confiscati recentemente beni per oltre quattro milioni di euro. Il boss, insieme a Vincenzo Giappone, raccoglieva il denaro, ricavato da attività illecite, e lo destinava, contenuto in buste di carta e indicato con l’appellativo di “malloppo”, al mandamento mafioso di Mazara del Vallo.

La famiglia marsalese, per mantenere il controllo del territorio, “proteggeva” le persone vicine al clan e risolveva controversie tra agricoltori e pastori della zona, giungendo perfino contrastare l’apertura di nuove attività commerciali che avrebbero potuto incidere negativamente con quelle di personaggi protetti.

Inoltre, le indagini hanno consentito di dimostrare l’appartenenza alla famiglia di Marino Baldassare, uccido a colpi di arma da fuoco nelle campagne marsalesi il 31 Agosto 2013.

Scrivi