di Maria Morelli

Marsala, città nota per la sua storia vinicola. Passando di frazione in frazione si giunge alle Cantine Florio.Visitare la parte antica è d’obbligo per rivivere il fascino del Marsala, vino unico al mondo. Si prosegue poi per la parte più moderna per degustare un buon calice di Marsala oltre agli altri vini di produzione dell’azienda. Segnaliamo in particolare Aegusa, una  riserva di Marsala semisecco, dal nome che i Greci diedero all’isola di Favignana per la sua forma di farfalla, isola di proprietà della famiglia Florio.

L’altra degustazione da non perdere è il Targa Vintage riserva 1994, una tiratura limitata di Marsala semisecco di oltre 15 anni. Conclude la triade il Florio 1833, le cui annate storiche sono state spero dedicate a personaggi autorevoli.

Dalla Florio ci spostiamo verso le Cantine Pellegrino, dell’omonima famiglia, che circa un anno fa ha inaugurato  anche una nuova struttura, Pellegrino Ouverture, un ampio spazio ricettivo con possibilità di degustare vini e anche prodotti tipici della zona preparati alla maniera tradizionale.

Si trova a pochi metri dallo stesso mare da cui oltre due secoli fa, giunse il giovane John Woodhouse,  scopritore  del vino Marsala. Con un’estensione di oltre 400 metri quadri e circa quaranta vini in degustazione. Tra le produzioni segnaliamo I Marsala nelle versioni secco, fine e vergine e poi il Nes Passito di Pantelleria, ogni anno sempre più apprezzato.

L’ora dell’aperitivo si avvicina e scegliamo il panorama suggestivo delle Saline della Riserva dello Stagnone e dei mulini a vento.

Se il cielo è terso all’orizzonte scorgiamo anche l’isola di Mozia, che si estende per quaranta ettari nello stagnone di Marsala e che ospita un museo archeologico ove è possibile infatti ammirare i reperti delle civiltà fenicio-punica. All’interno del Museo si trova anche la statua del giovinetto, di epoca classica, rinvenuta alla fine degli anni 70 a Mozia.

Torniamo sulla terraferma a Marsala e ci spostiamo leggermente fuori dal centro storico per scoprire un luogo da gourmet, il ristorante “Le Lumie” di Emanuele Russo, dove la parola d’ordine è la materia prima. Annesso al ristorante vi è infatti un orto con diverse verdure coltivate che diventano protagoniste delle  preparazioni del giovane chef. E’ possibile degustare anche piatti di pesce e in abbinamento diversi vini con particolare attenzione alle referenze regionali.

Maria Morelli

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