di Agnese Maugeri

Marzamemi (Pachino) – Tra illustri ospiti, straordinari docufilm, intramontabili pellicole d’autore, stimolanti incontri, premiati e vincitori si è conclusa la XIV edizione del Festival del Cinema di Frontiera, inoltre un interessante gemellaggio ha reso l’ultima serata protagonista dell’Expo di Milano, infatti, in piazzetta Sicilia sono stati proiettati i filmati che hanno raccontano l’evento e la diretta streaming delle premiazioni.

Listener-3La giovane attrice siciliana Tea Falco è stata ospite della kermesse, nel pomeriggio al cortile di Villadorata per la sezione “Chiacchiere sotto il fico”, l’attrice ha discusso sul suo difficile lavoro, come sia necessario saper distinguere l’essere dal fare l’attrice. Proprio questa singolare dualità ha dato il titolo all’incontro, la Falco ha affermato: “quello che ho imparato finora, nasce dall’empatia con i registi con i quali ho lavorato, dalla sinergia con la scena e con la macchina da presa”.

Durante la serata in piazza Regina Margherita, un riconoscimento della Banca di credito cooperativo di Pachino, è stato consegnato a Tea Falco, attribuitogli per il cinema, per la bellezza e per la qualità di questa giovane attrice della nostra terra.

Uno degli ospiti d’onore e protagonisti indiscussi di questa memorabile edizione del festival è stato Thomas Struck insieme a Mika Kaurismaki.

Sturck è il direttore del Kulianarisches Kino della Berlinale, con cui il festival di Marzamemi sta avviando un rapporto di collaborazione, un arricchimento culturale che non punta solo al cinema ma anche al territorio, come ad esempio ilListener-2 cibo e i prodotti tipici della nostra isola, “per i siciliani il cibo è già cultura, per questo – ha precisato Thomas Struck rivolgendosi alla platea – vi ringrazio per l’ospitalità e per l’arricchimento culturale”.

A Struck è stato dato il premio sul palco del Cinema di Frontiera a consegnarglielo il sindaco, Roberto Bruno, e l’assessore alla Cultura, Gisella Calì che, nel dopo-festival hanno incontrato Struck suggellando il rapporto di cooperazione con l’amministrazione comunale pachinese.

Il sindaco Bruno entusiasta dell’accordo con Struck ha affermato “un legame tra due territori lontani e due distinte realtà che si concretizzerà  attraverso la cultura, cultura intesa in due delle sue più importanti accezioni: cinema e cibo”.

Nella sezione “Chiacchiere sotto il fico” è stato presentato il documentario siciliano “L’ultimo metro di pellicola”di Elio Sofia, un film sul passaggio dalla pellicola al digitale, “un qualcosa – ha sottolineato il regista – che è successo sotto gli occhi di tutti. Ma pochi si sono accorti delle reali conseguenze”. Il cortometraggio racconta la storia della pellicola che dopo oltre cento anni di attività si appresta a congedarsi passando il testimone alla risoluzione digitale di ultima generazione. Il passaggio viene raccontato in Sicilia ultimo regione d’Italia ad effettuare la “digitalizzazione”, i protagonisti, i volti, le voci narranti sono quelle degli addetti al settore, proiezionisti, tecnici della pellicola e della distribuzione, proprietari di sale cinematografiche, distribuiti nel territorio siciliano. È un rapporto di lavoro duro ma ricco d’amore quello che ci descrivono, preziose testimonianze di quel fascino magico che solo il cinema di una volta, solo la cara vecchia pellicola può donarci.

Il film vincitore del Festival è stato “Ixcanul Volcano” di Jayro Bustamante, Guatemala, a decretarlo la giuria composta da: Agostino Ferrente, regista-documentarista, Mika Kaurismaki, regista e fondatore del MidnightSun Film Festival – Finlandia, Sebastiano Messina, giornalista de la Repubblica, Thomas Struck, direttore del Kino Kulinairisches – Festival di Berlino e Grazia Maria Ursino, della Sony Pictures Television International.

Il film è stato premiato per essere riuscito a rappresentare in maniera magistrale la profonda umanità e l’amore di una famiglia basato sul rispetto reciproco. Premiamo la leggerezza senza didascalismo con cui vengono affrontate tematiche drammatiche quali la tratta dei bambini e l’isolamento di una comunità che vive alle pendici di un vulcano in Guatemala. Un plauso speciale per il regista alla prese con la sua opera prima e agli attori non professionisti che si sono distinti in un’ interpretazione molto convincente.

Listener-1Menzione speciale è andata a “La terra dei Santi” di Fernando Muraca, un forte lungometraggio d’esordio per il regista che tratta lo scottante tema dell’andrangheta in una Calabria ancora molto omertosa dove alzare la testa è un rischio da compiere. Un secondo riconoscimento speciale è stato attribuito a un altro film italiano in concorso “Una storia sbagliat”a di Gianluca Tavarelli, una storia anch’essa dura ambientata tra l’Italia e l’Iraq, dove si mettono in luce la difficoltà di capirsi tra culture in scontro tra loro mitigate dalla figura di una donna, un’infermiera dal grande spirito umanitario.

Per la sezione “Con-corto” si è aggiudicato la vittoria il cortometraggio spagnolo “Teatro” di IvànRuizFlores. La giuria composta da, Fabiola Banzi, casting director, Laura Silvia Battaglia, cine-giornalista e Mario Serenellini, critico e giornalista de la Repubblica, “Teatro” è il miglior corto per la spiccata cifra autoriale con cui immerge una storia minimale, di solitudine e quotidianità, in una ambientazione ispirata alla pittura spagnola a olio e per la leggerezza e insieme la potenza emotiva dei dialoghi.

Menzioni speciali sono andate al pungente documentario italiano di Daniele Greco e Mauro Maugeri “A lucieluchianaue” girato dietro le quinte della Festa della Assunzione di Randazzo e all’accattivante dittico infantile dello spagnolo Javì Navarro, “Acabo de tener un sueño”.

Infine premio speciale della giuria è stato assegnato a “Varadero” di Benjamin Villaverde, Spagna, per l’asciutta, frontale potenza delle immagini con cui imbastisce una storia di volti e silenzi.

La quindicesima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Frontiera è riuscita ancora una volta e forse meglio delle precedenti, ad aprire le finestre in molti paesi del mondo, a creare sinergie, ad abbattere le frontiere geografiche e culturali tra popoli, ad abbracciare da Marzamemi, il piccolo borgo di pescatori più a sud d’Europa, tutti i Sud del mondo.

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