Massimo Dapporto, signore della scena tra Teatro e Tv

di Elisa Guccione

CATANIA – Disponibile, allegro e gentile. Questi sono gli aggettivi più adatti per descrivere la personalità di Massimo Dapporto, che sarà di nuovo protagonista della scena teatrale catanese dal 29 gennaio al Metropolitan, in coppia con Tullio Solenghi, con lo spettacolo “Quei due”. Lo incontriamo poco prima del debutto etneo rubando qualche segreto sui prossimi impegni professionali.67010-1

 “Quei due” è  un testo molto particolare che non tende solo all’ilarità …

“Siamo una coppia gay. Viviamo e affrontiamo insieme da più di trent’anni i problemi della convivenza. Uno è un barbiere e l’altro è un ex attore fallito che non è riuscito a farsi strada ed è stato costretto a ripiegare nella barberia. Hanry, il personaggio di Tullio, è un gay dichiarato completamente effemminato, mentre Charlie ha un passato da eterosessuale da cui è nata una figlia. I battibecchi, impossibile negarlo, sono davvero esilaranti ma nonostante il testo sia stato scritto nella metà degli anni sessanta è molto attuale, perché a distanza di cinquant’anni problemi come adozioni, famiglia, matrimonio e suicidi causati da una società che non riesce ad accettare il diverso non sono ancora stati risolti”.

Com’è cambiato, secondo lei, il modo di pensare della gente nei confronti degli omosessuali?s_5829dd1b5e

“Rispetto al passato è aumentata forse l’ipocrisia, perché facciamo finta di capire ed accettare condannando comunque il diverso”.

Come si è preparato per realizzare questo ruolo?

“Ogni volta che si interpreta un personaggio si deve studiare la sua psicologia per renderlo vero. Ho cercato di capire il perché della scelta di Charlie, che a trentasei anni capisce che non gli interessa avere una donna accanto e trova in un uomo la sua anima gemella. Nella vita ci sono vari motivi per cui una persona diventa gay o lo è dalla nascita. Non mi piace, non accetto chi per vizio sceglie l’omosessualità”.

Se non mi sbaglio questa è la sua prima volta con Tullio Solenghiquei2-3

“Ci siamo conosciuti nel 1977 a Genova. Ho lavorato in passato separatamente con Anna Marchesini e Massimo Lopez e adesso con lui ho completato il trio”. (ride)

Ma c’è stato sempre un legame tra di voi, perché negli anni della fortunata serie “Amico Mio”, Solenghi la imitava con successo …

(ride)

“È vero. Era una bella parodia del dottor Magri. Mi divertiva e mi diverte tutt’ora molto. Quando t’imitano significa che hai successo e poi se l’interpretazione è fatta bene tutto diventa ancora più divertente”.

Come si sono svolte le prove dello spettacolo. Ci racconta qualche dietro le quinte?

“Noi lavoriamo molto tutti i giorni sulle battute e ascoltiamo gli umori del pubblico. Ci soffermiamo a volte su alcuni punti in modo tale da far divertire la gente in sala. Siamo due attori che fanno ridere, ma a lavoro siamo estremamente seri. Posso, sicuramente, dire che ci divertiamo più in scena che durante le prove”.massimo_dapporto__i_due_gemelli_veneziani_d0

I primi di febbraio sarà protagonista della mini serie prodotta da Rai Uno dedicata a Luisa Spagnoli. Ci parla di questa nuova avventura televisiva?

“Sarò l’industriale Francesco Buitoni che insieme a Luisa Spagnoli inventano la linea dei cioccolatini perugina. Uno dei miei due figli s’innamorerà di lei, nonostante i vent’anni di differenza, e cercherò di convincere i due a desistere da quest’amore. È una bella storia interpretata da Luisa Ranieri che, secondo me, piacerà molto. Studiando questo copione ambientato nei primi del Novecento si nota come le idee semplici siano quelle vincenti, perché questa donna non nasce né stilista né pasticciera, ma tutto ciò che fa è mosso da una grande passione”.

So che presto arriveranno altri ruoli importanti o sbaglio?  

“Sto aspettando la conferma da rai uno per un nuovo lavoro che presto vi svelerò appena avrò firmato il contratto”.

Elisa Guccione

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