«Con la Sicilia ho avuto parecchio a che fare, per lavoro e per la bellezza dell’isola che è anche grande cultura greca. Basta vedere Selinunte. Ho parecchi amici siciliani però dopo mezza giornata mi rompo le scatole perché mi parlano sempre della “sicilitudine”. Ma io dico: parliamo anche di qualcos’altro, no?». Così Massimo Fini, intellettuale controcorrente, lombardo di nascita, di padre toscano e di madre russa.

E continua: «I siciliani sono impregnati di questo concetto di sicilitudine, ma le giornate devono essere anche più varie. Se vado a Parma non è che mi parlano tutto il tempo del significato di essere parmigiano!».

Dieci e lode e nient’altro da dire.

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