MAZARA DEL VALLO – Nella tiepida serata siciliana di venerdì, sulla collina giusto fuori Mazara del Vallo, in un baglio sede della comunità dei giovani situato all’ingresso della Borgata Costiera, si è dipanata una serata “di nuvole e di stelle” organizzata dall’intraprendente ed instancabile Caterina Mangiaracina, assistita dalla direttrice e responsabile della comunità, la signora Celestino e con la presenza propiziatrice di altri eventi, dagli assessori di Mazara del Vallo, Adele Spagnolo ed Anna Monteleone.

L’evento nasce da un’idea di Caterina Mangiaracina dopo una visita presso la biblioteca comunale di via San Michele ove, sorprendentemente, sono stati rinvenuti piccoli tesori di cultura e di poesia. Da qui una presentazione “random” presso la Comunità dei giovani, in una di queste magiche serate siciliane dei primi di settembre. Una serie di pubblicazioni di poeti viventi, tutti mazaresi, sono state portate al baglio ove ha sede la comunità di recupero per far nascere uno spettacolo di poesia e di emozioni. I testi sono stati dati da leggere e da interpretare agli ospiti che, liberamente, hanno adottato i brani a loro più congeniali, più vicini alle loro esperienze di vita, più in sintonia con questo periodo di “fine pena” , e preludio ad un nuovo capitolo di un’esistenza tutta da scoprire.  Dall’ultima opera di Irene Marusso – 1992- Metensomàtis , ai brani tratti da poeti attualissimi, alcuni giovani di talento come Gaspare Stassi (classe 1980) i giovani della comunità di recupero hanno avuto di che cimentarsi fra rime e strofe durante la diuturna attività di lavoro.

La presentazione è stata messa in scena in una sequenza del tutto ” random” :
i lettori si sono avvicendati sul rialzato del cortile in modo poeticamente casuale , ognuno di loro porgendo al pubblico un testo, una loro emozione, un loro sentimento..  Ogni lettura ha seguito il percorso dell’emozione ed il percorso che ognuno degli ospiti-attori ha voluto dare allo stato dell’animo di questo suo momento di vita e di speranza.  E la splendida natura circondante lo ha compreso, ed una insonne civetta ci ha dato , per lunghi ed emozionanti minuti, il suo assenso.


Gli attori e l’assesore Adele Spagnolo


Al termine dello spettacolo sono stati menzionati gli autori e le loro pubblicazioni.

Ricordiamo i titoli ed i poeti:
“Antichi Vuci” di Antonino Gancitano,
“Frammenti” di Salvatore Titone
“Canti e sogni della mia terra” di Vito Mezzapelle
“Resonnaces” di Sonia Impastato
“Lu me paisi” di Ignazio Giovari
“L’indole Ritrovata” di Gaspare Stassi
” Ad Est dei miei Maremoti” di Carola d’Andrea

Infine una presentazione di stelle e di galassie, di pianeti e di nebulose, ha fatto da cornice finale alla serata e di commiato dalla comunità.

Questi eventi ci ricordano che la cultura, la poesia, sono come una mano che ti afferra, che ti risolleva quando pensi che ormai sei caduto per sempre.

E che si’, si cade.
Ci si fa male.
Si sbatte la faccia sull’asfalto.
Si beve acqua salata.
Ma ci si rialza.
Passato il dolore, o persino con il dolore ancora addosso, bisogna giocare ancora per non convincersi che quello non sia un gioco.
Avere una mano che ti afferra, a volte e’ salvezza.
A volte bisogna accettare di cadere.
Da soli.
E da soli rialzarsi.
Ma cadere e rialzarsi.
Sempre.

Giorgio Comerio

 

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi