Nicola Savoca
CATANIA – Fa un certo effetto vedere il teatro delle Ciminiere di Catania “sold out” per l’esibizione di uno dei migliori pianisti jazz del mondo, l’immenso Brad Mehldau che con il suo trio – Larry Grenadier al contrabbaso e Jeff Ballard alla batteria – ha aperto la XXXIII stagione concertistica organizzata dall’Associazione Catania Jazz.
I catanesi hanno sempre avuto un palato raffinato, è nelle cose che nessuno si sia lasciato scappare un concerto così bello. Mehldau, da quando negli anni ha ridisegnato i confini del Trio Jazz con la serie di performance battezzate “The Art of Trio” (raccolte ora in un cofanetto che ha anche il pregio di avere un cd inedito), ha via via perfezionato la propria missione di “speleologo” del jazz. In ogni brano il pianista americano riesce a catturare, meglio: a distillare, l’essenza melodica di ogni brano. Sarà per questo che le sue performance di piano solo sono diventate negli anni una occasione ghiotta per sentirlo alla prova di rinascite musicali di brani che abbiamo conosciuto nella loro primigenia fattura (firmati Radiohead, Beatles, Nick Drake e, in ultimo, anche i Verve di Bitter Sweet Symphony).
A quanti lo seguono adoranti, il 45enne pianista americano ha regalato, di recente, una chicca memorabile: il quadruplo cofanetto di performance in piano solo registrate in giro per il mondo, intitolato “10 Years Solo Live”.
A Catania Mehldau ha compiuto il miracolo di rendere meno ruvide le pareti di cemento del grande auditorium delle Ciminiere, acusticamente poco adatto ad accogliere performance musicali di qualità, addolcendo con ogni singola nota la personale tavolozza di colori.
Jeff Ballard è una “drum machine” implacabile, una sorta di Mario Brega della batteria: le sue mani possono essere “fero” o piuma.
L’interplay del trio è telepatico, Grenadier Mehldau_Trio_Muempfer– come il titolare della ditta, del resto – suona le note necessarie con assoluta padronanza. Sul palco il trio viene richiamato per due volte dai jazzofili catanesi al momento dei bis. Mehldau non si fa pregare. Il suo inchino a mani giunte e l’ovazione finale del pubblico sono il sigillo di una serata memorabile di grande musica.
Prossimi appuntamenti il 13 dicembre con Instant Composers Pool Orchestra e Francesco Cusa & The Assassins. Il 26 febbraio, imperdibile, il Dave Holland Trio. Informazioni su www.cataniajazz.com.     
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