ACI CATENA − Sulle colline di Aci Catena, da dove passa la conduttura della Sidra che porta l’acqua nella “Città dell’Elefante” – ben 400 litri al secondo – si teme per la staticità dei terrapieni che sorreggono la condotta. Le piogge, incessanti, delle scorse settimane, infatti, avrebbero scavato dei solchi nelle aree di attraversamento della tubazione dal diametro di un metro e mezzo, che ad oggi rimane intatta e perfettamente funzionante.

Piccoli fiumiciattoli che, secondo i tecnici, proverrebbero da una strada sommitale, provinciale, e che, goccia dopo goccia, hanno cominciato a scalfire il terreno e le tranquille notti dei tecnici della Sidra che, per proprio conto, hanno messo sotto rigida vigilanza l’intera area della Timpa che divide Aci S.Antonio da Aci Catena.

Ieri, sul posto, una folta delegazione di esperti – dai tecnici del Dipartimento di protezione civile, a quelli del Genio Civile, dai tecnici dei comuni di Aci Catena e Aci S.Antonio, a quelli della Sidra – ha analizzato lo stato dei luoghi e il continuo evolversi della situazione.

Un primo breafing a bocce “quasi” ferme, al fine di prevenire (e scongiurare) quanto accaduto a Calatabiano, dove una frana ha di fatto diviso in due la conduttura che porta l’acqua a Messina, scatenando la “Grande sete” nel capoluogo peloritano.

Il 23 novembre prossimo, i tecnici torneranno a vedersi a Palazzo di città di Aci Catena e, stavolta, dovranno portare sul tavolo un piano per il recupero della Timpa ”solcata” e per l’eliminazione della causa. La Provincia, o quel che rimane della Provincia, sarà uno degli attori principali della vicenda.

 

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