Messina-Catania: vince la paura di perdere, il derby finisce 0-0

Tornato dopo otto anni il derby tra Messina e Catania. Davanti ad un “San Filippo” gremito dai tifosi giallorossi ma tristemente vuoto laddove avrebbero dovuto trovarsi quelli catanesi si è giocata una sfida importante per il proseguo del campionato di Lega Pro. I biancoscudati sono ormai una realtà del Girone C, mentre i rossazzurri cercano  disperatamente la scalata alla graduatoria e lo scatto d’orgoglio dopo un piccolo momento di difficoltà arrivato dopo lo sprint servito per annullare le penalizzazioni inflitte dalla Giustizia Sportiva. Prima del fischio di inizio il ricordo commosso di tutto lo stadio alle vittime degli attentati che hanno messo in ginocchio venerdì scorso la città di Parigi.

Il tema dominante del match è l’ordine e il non prendere gol. Troppa la paura di perdere, poca la rabbia agonistica che serve per vincere una gara tanto importante quanto sentita. Non manca comunque in campo l’impegno e il sudore dei 22 calciatori.  Non sorprende quindi che il punteggio finale sia quello di 0-0. Né vincitori né vinti. Un punto che forse fa più comodo al Messina rispetto al Catania che può recriminare per gli infortuni che ancora una volta hanno condizionato l’andamento dell’incontro.

Arturo Di Napoli propone il solito 4-3-3, recuperando Baccolo in extremis e proponendo in avanti Padulano, Cocuzza e Barraco. Contro la difesa migliore del torneo, invece, Pancaro schiera in avanti il trio Russotto-Calil-Calderini. La partita del primo, però, dura appena otto minuti. Il fantasista ex Salernitana, costretto a lasciare il campo in barella, viene sostituito da Plasmati. Probabile lussazione alla spalla per Russotto.

Nelle prime fasi del match sono tanti gli errori a centrocampo da una parte e dall’altra. Il tentativo del tecnico etneo di proporre contemporaneamente in mediana Agazzi e Musacci non produce le geometrie sperate. Poca continuità, le occasioni migliori del primo tempo capitano su conclusioni dalla distanza. Calderini ci prova più volte non riuscendo ad impensierire il portiere Berardi. Nel Messina è invece Cocuzza a creare qualche grattacapo ad una difesa in difficoltà, soprattutto sulla destra, con Parisi che spesso soffre la pressione avversaria.

Nella ripresa è il Catania a giocare meglio, seppur di ripartenza. La gara però non decolla, di pericoli reali neanche l’ombra. Col passare dei minuti e avvicinandosi al 90′ ogni contrasto diventa una battaglia. Regna la confusione. Alla fine il pari è il risultato giusto e può rappresentare un punto di partenza per entrambe le formazioni.

MESSINA-CATANIA 0-0

MESSINA (4-3-3): Berardi; Palumbo, Parisi, Martinelli, De Vito; Giorgione, Fornito, Baccolo (Zanini 60′); Padulano (Salvemini 69′), Cocuzza, Barraco (Russo 90′). A disp. Addario, Russo, Biondo, Garilario, Frabotta, Burzigotti, Fusca. All. Di Napoli.

CATANIA (4-3-3): Bastianoni; Parisi, Bergamelli, Pelagatti, Nunzella; Agazzi, Musacci (Russo 53′), Scarsella; Calderini, Calil, Russotto (Plasmati 8′ – Rossetti 82′). A disp. Ficara, Ferrario, Bacchetti, Garufo, Sessa, Lulli, Barisic, Di Grazia. All. Pancaro.

ARBITRO: Amoroso di Paola

ASSISTENTI: Paolo Bernabei (Tivoli) e Alfonso Annunziata (Torre Annunziata)

AMMONITI: Calil al 55′, Parisi al 75′, Pelagatti al 77′, Russo al 92′, Agazzi al 94′)

ESPULSI:

RECUPERI: 4-5

 

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