di Graziella Nicolosi

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MESSINA – “I Trattati che ora sono detti di Roma, perché a Roma furono firmati il 25 marzo 1957, in realtà furono concepiti nella mia città natale, a Messina, nei primi di giugno del 1955: una data, questa, che io credo sarà considerata fondamentale nella storia dello sviluppo del processo unitario europeo”. Sono parole dell’allora ministro degli Esteri italiano Gaetano Martino, che proprio nel 1955 invitò sulle rive dello Stretto i suoi omologhi dei sei stati fondatori della Ceca (Comunità economica del carbone e dell’acciaio). Una riunione interministeriale partita in una clima non particolarmente felice, per la bocciatura da parte dell’Assemblea francese del trattato sulla Ced (Comunità europea di difesa), che si concluse poi inaspettatamente con una dichiarazione dalla portata storica, la cosiddetta Risoluzione di Messina, attraverso la quale i sei Paesi enunciavano una serie di principi volti alla creazione prima della Comunità europea dell’energia atomica e poi del Mercato comune europeo.

Sessant’anni dopo, il Comune peloritano ha organizzato una “quattro giorni” di eventi celebrativi, denominata “1955 – Messina Europa Mediterraneo – 2015”, che si è conclusa stamattina.Casini

Tante le iniziative previste e tanti i nomi illustri che hanno partecipato ai lavori a Palazzo Zanca (sede del Municipio) e al Palacultura: dal presidente del Movimento europeo internazionale e già presidente del Parlamento europeo Enrique Baròn Crespo, al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli Affari Europei Sandro Gozi, dal presidente emerito della Corte Costituzionale Gaetano Silvestri al presidente del Consiglio italiano del Movimento europeo Pier Virgilio Dastoli. Presenti anche, tra gli altri, il Presidente del Senato Pietro Grasso, il Presidente della Commissione Affari esteri del Senato Pierferdinando Casini, il console onorario di Malta Chiara Calì, il console onorario di Lettonia Santi Di Paola, il console onorario di Germania Nunzio Turiaco e il presidente dell’Istituto europeo per lo Sviluppo e la cooperazione Teodora Grazia Marletta.

Si è discusso di conflitti e politiche per la pace nel Mediterraneo, di gestione dei nuovi flussi migratori, di mutamento climatico e della volontà di costruire una comunità europea più ampia, che faccia perno sull’intero Mediterraneo.

Tutti i relatori hanno ribadito la necessità di recuperare quello che è stato definito “lo spirito di Messina”, ovvero uno spirito di coesione nonostante le reciproche differenze e nonostante un diffuso antieuropeismo frutto delle politiche di austerity che hanno impoverito i cittadini. “Abbiamo bisogno che l’Unione Europea giochi un ruolo autonomo e attivo per una politica di pace, che sia capace di accogliere chi fugge dalla fame, dalle guerre, dall’oppressione, che sia capace di rilanciare seriamente una politica di cooperazione con i popoli del continente africano”, ha detto il sindaco di Messina Renato Accorinti. Dal canto suo Pier Virgilio Dastoli, citando Aldo Moro, ha ricordato: “Il destino dell’Italia è legato al destino di quest’area e perciò nessuno è chiamato a scegliere di essere in Europa o nel Mediterraneo: perché l’Europa intera sta nel Mediterraneo”.

UlivoGli stessi concetti sono stati ribaditi nei messaggi inviati dal presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, dal presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, dal presidente della Commissione europea delle regioni e delle autonomie locali Markku Markkula, dal ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Paolo Gentiloni, e dal ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini.

Due gli eventi paralleli a quelli organizzati dal Comune messinese: un workshop su “Sicurezza, vicinato e immigrazione”, promosso dal Movimento europeo internazionale, e quattro sessioni di lavori accademici coordinati dall’Università, sulle sfide dell’Unione europea a sessant’anni dalla Conferenza di Messina.

Ad arricchire il fitto programma la mostra “La Sicilia, l’Europa”, inaugurata il 4 giugno al Palacultura, che espone riproduzioni di documenti e fotografie provenienti dagli archivi storici dell’Unione Europea, dagli archivi Alinari e da altre istituzioni.

Coinvolti nelle iniziative anche i giovani della Provincia, che hanno partecipato al progetto SMILE (Sharing Messina Ideal a Lesson for all Europe). Ancora, per testimoniare lo spirito di collaborazione, solidarietà e pace dei popoli delle due sponde del Mediterraneo, il sindaco Renato Accorinti ha provveduto a piantare un ulivo in un’aiuola di Largo Minutoli, di fronte al Municipio e davanti al mare dello Stretto.

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