MESSINA- Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il sindaco della Città metropolitana di Messina, Renato Accorinti, hanno siglato nell’Aula Magna dell’Ateneo peloritano, il “Patto per lo Sviluppo”, attraverso il quale le Parti s’impegnano con risorse finanziarie, pari a 332 milioni di euro ad avviare e sostenere un percorso unitario di intervento sul territorio dell’Area Metropolitana di Messina; un percorso finalizzato allo sviluppo economico, produttivo ed occupazionale dell’area, nonché alla sostenibilità ambientale ed alla sicurezza del territorio.“Sono molto grato al presidente del Consiglio Renzi – ha detto il rettore Pietro Navarra – per avere scelto l’Università di Messina come tappa fondamentale per il concreto avvio, con risorse e progetti, di una nuova fase di crescita per il nostro territorio che, inevitabilmente, ne determinerà il suo futuro. Ritengo che una delle missioni più importanti per le università sia quella di riconnettere i giovani che oggi formano, alla realtà che immaginiamo per il domani e di cui loro stessi devono essere, al contempo, destinatari e protagonisti. Con questo spirito, l’Università di Messina ha intrapreso una fruttuosa collaborazione con le istituzioni del suo territorio”.

“Si tratta di una boccata d’ossigeno allo stato puro – ha detto il sindaco – abbiamo diviso il territorio in quattro parti e abbiamo concordato il budget sulla base delle esigenze e senza alcuna interferenza. Certo, le risorse non sono ancora sufficienti, ma dobbiamo rimboccarci le maniche e cominciare da qui”.

“Grazie per l’accoglienza – ha esordito il presidente del Consiglio – anche a nome dei sottosegretari,  Claudio De Vincenti e Davide Faraone, e grazie anche al rettore per l’impegno nella rivalutazione del capitale umano , dal quale bisogna partire per lo sviluppo del Mezzogiorno.Sono qui oggi – ha continuato il premier rivolgendosi a tutti i sindaci presenti – per la firma di un importante accordo che porta ingenti risorse, ma in questo caso si tratta di un patto attraverso il quale le due parti si controllano a vicenda e non ci sono rischi, come in passato, di spendere male i finanziamenti. È finita la stagione nella quale non si conoscevano le procedure, siamo davanti ad un accordo che ci rende tutti responsabili”.Sempre nell’Aula Magna dell’Ateneo, il presidente della Regione, Rosario Crocetta, e il sindaco, Renato Accorinti, hanno poi firmato un Protocollo d’intesa tra la Regione Siciliana e la Città Metropolitana di Messina per l’integrazione e specificazione degli interventi in “risorse aggiuntive” inseriti nel “Patto per lo Sviluppo” della Città Metropolitana di Messina, a valere su risorse di competenza della Regione Siciliana.

Subito dopo, Renzi si è spostato al Palacultura, dove è intervenuto a un dibattito sul Referendum costituzionale organizzato dai comitati del “Sì”. In una sala gremita di manifestanti pro-Ponte,il Presidente ha rinviato alla fine del suo discorso ogni accenno relativo alla costruzione dell’infrastruttura, dichiarando: “Il 16 novembre verròcon il ministro Delrio e il capo di Anas, li porto a fare una gita in Sicilia – ha detto -. “Da Firenze ogni quarto d’ora c’è un treno dell’alta velocità, verso Torino Milano, Salerno, si sta facendo il Napoli Bari e si raggiungerà anche Venezia. Non è possibile che non ci sia niente al Sud. E, quanto vale per le ferrovie vale anche per il ponte sullo Stretto“. “E’ evidente- ha poi precisato Renzi -che ci sono altre priorità, ma non accetteremo mai che si possano spendere 6,7 miliardi per la Torino Lione e al sud non perché lì rubano o c’è la mafia: o siamo italiani sempre o non siamo italiani mai“. Infine una battuta sulla Salerno Reggio Calabria: “Quando ho detto che si sarebbe finito tutto per il 22 dicembre, i giornalisti si sono messi a ridere e poi mi hanno chiesto ‘di quale anno?’ Io ho risposto nel 2016, quando sarà totalmente aperta, a 4 corsie, anche con l’ultima galleria”.

Rachele Gerace


-- SCARICA IL PDF DI: Messina, con il Patto per lo sviluppo il premier Renzi porta una dote da 332 milioni di euro --


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2 Risposte

  1. Antonio Di Stefano
    Antonio Di Stefano

    Mi permetto di ricordare che, pur molto contento per questo risultato, questa cifra è molto ma moto inferiore di quello che si sta sprecando per l’inutile stazione Alta Velocità di Firenze (circa 2 MILIARDI di euro) e altrettanti per la stessa opera a Bologna.

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