MESSINA – Un sindaco deve sapere amministrare, i segnali e gli esempi li danno i leader carismatici, i guru, i capi delle sette religiose. Che Accorinti come sindaco fosse un incapace credo nessuno avesse dubbi. Se uno ha occhi che funzionano, sa bene che la sua squadra e’ di persone altrettanto incapaci e qualcuno anche incapace e borioso. Quello che non mi aspettavo è leggere cittadini che sono degnamente rappresentati da questa banda di disperati perché come loro non sanno come funziona o, meglio, come dovrebbe funzionare una città. Dare alibi a chi chiude una città per mancanza d’acqua non è da faziosi: è da stupidi, da bambini che non vogliono crescere, da cittadini privi di coscienza e quindi giustamente rappresentati da Accorinti, un incapace assoluto, talmente fuori dal mondo e talmente stordito dai problemi che non riesce ad affrontare da suscitare umana pietà. È ovvio, come scrivono i cittadini senza conoscenza, che la colpa della rottura dell’acquedotto non è di Accorinti; la colpa di Accorinti è quella di non trovare soluzione, di non sapere dove mettere le mani, di non avere un’idea, una strategia, un piano B se non quello di costringere nel 2015 una cittadinanza a scendere in piazza per reclamare l’acqua. L’invio di richiesta d’aiuto al governo non doveva avvenire tramite social ma tramite Comune, perché il sindaco serve a questo e non a esporre bandiere della pace e quadri di Ghandi. È Accorinti che già da 48 ore avrebbe dovuto mettere il problema sul tavolo della protezione civile. Scrivono, cittadini incoscienti, dei politici degli ultimi vent’anni anche in questo caso, ma la POLITICA non c’entra, se non nell’avere favorito con comportamenti e atti impropri e a volte penalmente perseguibili l’Insediamento di questo circo nel Palazzo. Accorinti andrebbe cacciato, per l’acqua che non c’è, per i rifiuti che fanno di Messina una pattumiera a cielo aperto, perché i servizi sociali sono i peggiori d’Italia, perché ogni rivoluzione annunciata è stato solo un bluff a favore di telecamera e sostenuto da una banda di idioti su Facebook e Twitter, dalla pedonalizzazione del centro al piano di Torre Faro, dall’Atm a Messinambiente, dal piano degli ospedali (arriverà il giorno della pubblicazione degli atti del Piemonte) a quello per favorire la rinascita culturale, dalla moneta complementare all’idiozia della compagnia pubblica di traghettamento. Hanno detto più scemenze questi che non la storia millenaria della politica regionale, si sono comportati peggio dei piazzisti della prima repubblica. Accorinti è una vergogna di sindaco. Come lui, cara Daniela Faranda , anche il consiglio comunale che tu ieri sera hai implorato di riunirsi in seduta permanente. Ma che vi riunite a fare? Per dire di essere stati abbandonati? In questi due anni e mezzo di amministrazione avete dimostrato di essere un consiglio comunale impresentabile perfino davanti a una giunta mediocre come quella di Accorinti. Ma che vi riunite a fare? Sapete solo invocare l’arrivo di chi dall’esterno può aiutarvi perché da soli non riuscite a fare, niente. Siete, tutto insieme, componenti di giunta ed esperti compresi, 70 persone circa che occupate inutilmente il Palazzo. Non sapete programmare e non sapete affrontare le emergenze. Non avete idea da che parte cominciare. Avete ampiamente dimostrato una imbarazzante incapacità. Tutti. Nessuno escluso, partiti, Movimenti, rappresentanti di una società civile che di civile non ha neppure un requisito. Siete una sciagura, e la mancanza d’acqua sembra quasi un segnale biblico che ormai potete fare solo una cosa per favorire la città: andarvene. Andarvene tutti, consiglieri, il proprietario delle t-shirt idiote e i suoi discepoli. Andarvene, fuggire dalla siccità e abbandonare il palazzo. Per manifesta incapacità. Sparire e dare la possibilità a Messina di rifondare se stessa. Bisogna avere faccia tosta per presentarvi ancora al Comune dopo avere ridotto la città in condizioni estreme. È vero, Messina da troppi anni è solo una ferita che ci fa sanguinare il cuore. Ma voi, Accorinti in testa, vi state accanendo sul cadavere. Siete degli incapaci. Per favore,andatevene.

 

accorinti

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