MESSINA- “Due concerti nello stadio? Mollo tutto e me ne vado”. Pietro Lo Moaco, patron della società calcistica giallorossa, non è uomo da mezze misure ed appena appresa la notizia che il sindaco di Messina Renato Accorinti ha concesso il “San Filippo” per ospitare due concerti è andato su tutte le furie ed ha minacciato o promesso di abbandonare il club peloritano a se stesso, interrompendo quella ripresa dopo il “buco nero” della gestione Franza.

Chi siano i beneficiari del nulla osta del sindaco in t-shirt poco importa: un’organizzazione catanese, due tra i maggiori artisti italiani. Non è questo il problema. Il sindaco anticonformista ha aperto le porte del tempi calcistico ai canzonettari per fare cassa: meno di 40.000. Ma la decisione appare assolutamente inopportuna alla luce di quanto è successo di recente a Catania con il concerto di Ligabue e la desertificazione di parte del campo. Per ripristinare il prato nelle condizioni originarie si spenderà più di quanto ha guadagnato il Comune etneo, probabilmente, anche se tali costi saranno a carico dell’organizzazione. Ma, il problema di lo Monaco, come per Nino Pulvirenti, non sono i costi dei danni arrecati al terreno, ma la certezza che il verde sia ripristinato in tempo per l’avvio della stagione agonistica e con un luglio-agosto che si preannuncia infuocato la risemina e la crescita potrebbe subire dei rallentamenti.

Accorinti ha preso tempo, pur manifestando tramite il suo portavoce, l’assoluta libertà di decidere, che nessuno vuole impedirgli, sia chiaro, ma magari qualche consiglio potrebbe accettarlo. La protesta dei tifosi giallorossi, prevista per oggi, è stata rinviata per domattina quando il sindaco casula tornerà in sede e terrà una conferenza stampa. Lo Monaco, dalla panchina, prepara il contropiede.

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