MESSINA – A Palazzo dei Leoni la cerimonia d’insediamento dei sindaci della Città Metropolitana di Messina è stato un appuntamento che la maggior parte dei primi cittadini ha disertato, mentre sembra siano state già avviate le manovre per le elezioni di settembre.

Erano presenti, invece, l’ex commissario straordinario Filippo Romano, il sindaco Accorinti, il presidente nazionale dell’Udc Gianpiero D’Alia, il deputato regionale Pd Filippo Panarello. L’assemblea dei sindaci dei Comuni del territorio provinciale, oltre al compito di approvare lo Statuto della Città Metropolitana, avrà funzioni consultive e propositive. All’appuntamento, fatto slittare di un’ora nel tentativo di raggiungere un numero adeguato di presenze, su 108 sindaci del comprensorio messinese erano presenti solo una ventina. Sembra invece che tutti gli altri siano già al lavoro per l’obiettivo più importante, quello che determinerà le sorti della Città Metropolitana: le elezioni per il Consiglio metropolitano che si dovrebbero svolgere entro la prima metà di settembre. Un lavoro intenso dunque, quest’estate, per i partiti e le maggioranze, allo scopo di ottenere quelle risorse che, solo attraverso la Città Metropolitana, consentiranno la realizzazione di progetti sino ad ora tenuti da parte.

Pare, ad esempio, che entro agosto dovrebbero essere presentate le linee guida per disporre delle risorse destinate alla riqualificazione delle periferie urbane delle città. Messina è ancora parecchio indietro rispetto a Palermo e Catania: il sindaco Renato Accorinti ha dichiarato di non essere interessato alla costruzione di una leadership forte e questo preoccupa Filippo Romano. Il commissario uscente, infatti, se da un lato ha manifestato grande plauso per l’attività svolta da tutti i collaboratori dell’ex Provincia, dall’altro non nasconde la preoccupazione per le casse di Palazzo dei Leoni che languono per le manovre di tagli e prelievi. Tuttavia, numerosi sindaci guardano al progetto della Città Metropolitana come strumento unico per lo sviluppo dell’intera area, lontano da interessi personali e “guerre intestine”.

Rachele Gerace

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