MESSINA – Appuntamento, domenica 22, alle ore 18, al Palacultura Antonello per la Stagione Concertistica della Filarmonica Laudamo con il jazz del Vijay Iyer Trio, costituito da Vijay Iyer al pianoforte, Stephan Crump al contrabbasso e Marcus Gilmore alla batteria. La formazione “storica” ha raccolto innumerevoli riconoscimenti con i leggendari album Historicity (2009) e Accelerando (2012) (Album dell’Anno per il New York Times, Los Angeles Times, Chicago Tribune, Detroit Metro Times, National Public Radio, the Village Voice Jazz Critics Poll, Downbeat, nominato per il  Grammy per il miglior Album Strumentale,  vincitori dell’ Echo Award). E’ appena uscito, per la ECM, il terzo CD del trio “Break Stuff” e sarà questa una grande occasione per ascoltare alcuni brani in esclusiva. Vijay Iyer è considerato il più straordinario talento del jazz contemporaneo, colui il quale ha inventato un vero e proprio personale linguaggio pianistico. Eletto più volte “pianista dell’anno” dalla Jazz Journalists Association, referendum dei più autorevoli critici in circolazione, nel 2012 ha ricevuto da Downbeat una “quintuple crown” senza precedenti nella storia della rivista jazz più prestigiosa: Musicista dell’Anno, Pianista dell’Anno, Album dell’Anno, Compositore dell’Anno, Gruppo dell’Anno. Quarantaduenne, di origini indiane, ma cresciuto negli Stati Uniti, musicista e musicologo, è laureato in fisica, tuttavia, al pianoforte, è principalmente un autodidatta ed uno dei suoi mentori è stato Steve Coleman, ma ha anche collaborato intensamente con Roscoe Mitchell e George Lewis. Gli interessi musicali di Iyer sono oceanici, così come è incredibile la diversità dei progetti musicali che manovra e sperimenta. Collabora stabilmente con il poeta hip-hop Mike Ladd, con il quale ha pubblicato nel 2003 “In What Language?” e soprattutto nel 2012 “Holding It. The Veterans’ Dream Project”, poema musicale multimediale sul disagio sociale ed i sogni dei veterani dall’Iraq e Afghanistan; nel 2014, Mutations per la ECM, suite in 10 movimenti per pianoforte e quartetto d’archi che si ispira al post-11 settembre. E, sempre per la ECM, ha musicato il documentario Radhe-Radhe, ispirato alla Sagra della Primavera di Stravinskij, che incontra Holi, la celebrazione della primavera indiana. Iyer, che è anche professore ordinario al Department of Music della Harvard University, è stato insignito del “Genius Grant” della MacArthur Foundation, uno dei più importanti riconoscimenti americani in assoluto, che riguarda tutte le categorie della conoscenza, in cui si investe nelle straordinarie potenzialità di un soggetto per il benessere futuro del pianeta. Il prossimo appuntamento della Filarmonica Laudamo è in programma domenica 29, alle 18, al Palacultura, con l’ensemble di musica antica Alta Musicae.

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