Domenica 17 andrà in scena al “Franco Scoglio” l’incontro, valevole per la 31/a giornata del campionato di Lega Pro, Messina-Lecce. Come è noto, a quattro giornate dal termine della “regular season”, i pugliesi sono in piena lotta per la promozione diretta, essendo quattro i punti di distacco dalla capolista Benevento e occupando, in compagnia del Foggia, il secondo posto in classifica. All’andata ebbero la meglio gli uomini di Piero Braglia che si imposero per 2-0 grazie alle reti di Surraco e Lepore: una sconfitta amara per i peloritani, considerata la prestazione assolutamente positiva.

L’ultimo incrocio in terra siciliana tra i giallorossi risale allo scorso campionato di Lega Pro: il Messina attraversava una fase critica, reduce com’era da tre sconfitte consecutive (due casalinghe contro Matera e Casertana e una esterna contro la Paganese). I biancoscudati si imposero 3-1, rimontando il gol a freddo di Moscardelli e, in parte, favoriti dall’inferiorità numerica dei pugliesi. Segnarono Corona, Orlando e Pepe e fu una sorta di resurrezione, una di quelle partite che i tifosi non dimenticano; frutto di spirito di sacrificio, abnegazione e tanto tanto cuore.

Complessivamente a Messina le due compagini si sono affrontate 19 volte e il bilancio è di 8 successi interni, 7 pareggi e 4 vittorie leccesi.

Biancoscudati e “Lupi” si affrontarono per la prima volta nella stagione 1938-39 in Prima Divisione (l’attuale Lega Pro o Serie C); al termine della stagione i pugliesi retrocessero per, poi, essere ripescati per la rinuncia alla categoria di Palmese e La Dominante RC. Finì 3-1 in virtù della rete di Giovanni Corallo e della doppietta di Adriano Gè.

Per ritrovare un Messina-Lecce bisogna slittare alla Serie C stagione 1949-50: annata thrilling che si concluse con i peloritani al primo posto e, quindi, promosso in Serie B, ma inizialmente retrocesso d’ufficio per una presunta combine nello spareggio promozione disputato contro il Cosenza. Successivamente, la società fu scagionata per insufficienza di prove. Lo scontro diretto contro i giallorossi pugliesi finì 2-1 con le reti messinesi di Cornelio Marchetto e Giovan Battista Fabbri che divenne, anni dopo, allenatore di quel Lanerossi Vicenza che sorprese il mondo del calcio sul finire degli anni ’70.

Negli anni ’70 arrivò la più larga vittoria messinese mai registrata contro i pugliesi: un inappellabile 4-0 firmato da Francesco Polizzo, Leo Taccetti e dalla doppietta di Giuseppe Fazzi. Di contro, arrivò anche il primo successo dei salentini: 0-2 nella stagione 1972-73 che si concluse con la retrocessione dei siciliani.

Sul finire degli anni ’80 il palcoscenico fu la Serie B e il primo scontro in “cadetteria” vide il predominio dei locali: 1-0 il risultato finale con rete dell’indimenticabile Luciano Orati, che vestì la maglia del Messina in 84 occasioni realizzando 12 reti. Il primo incrocio in Serie A andò ai pugliesi allenati da Zeman e fu una sonora batosta: 1-4 firmato da Vucinic, Bjelanovic e Dalla Bona. Il Messina vantava una striscia di imbattibilità casalinga che durava da ben 42 turni. Due anni dopo, nel 2006, invece, si imposero gli uomini di Mutti per 2-1 in virtù dell’autogol di Babù e della rete di Nanni.

Un precedente anche in Coppa Italia, nel settembre del 2001: sulla panchina peloritana siedeva Arrigoni e gli autori dei gol furono Fabio Belotti e Salvatore Marra per il 2-1 finale.

Tantissimi anche i giocatori o allenatori che hanno indossato entrambe le maglie; da Eugenio Fascetti a Giuseppe Materazzi, da Giampiero Ventura a Zdenek Zeman, da Bruno Bolchi ad Alberto Cavasin, da Tiziano De Patre a Stefano Di Chiara, passando, tra gli altri, per Franco Lerda, Vincenzo Marruocco, Raimondo Marino e Gaetano Montenegro.

Antonio Ioppolo

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