shock anafilattico

Messina – Ivan Pagano, 29 anni, è morto all’ospedale Papardo dove i familiari l’avevano portato d’urgenza.

Venti giorni fa, il ragazzo si era recato dal dentista per un ascesso e gli era stato prescritto un antibiotico, che però non aveva sortito alcun effetto sulla guancia gonfia e sul dolore.

Successivamente si è reso necessario prescrivere un ulteriore antibiotico per curare l’infezione persistente e poter estrarre il dente malato.

Dopo aver assunto l’antibiotico prescritto ha cominciato a sentirsi male: tosse, vomito fino a perdere i sensi. Da qui la richiesta d’intervento dell’ambulanza che lo ha trasportato al Papardo, dove, per un’ora i medici hanno tentato in ogni modo di rianimarlo. Ivan è deceduto il 23 febbraio intorno a mezzanotte.

Il sostituto procuratore Margherita Brunelli ha disposto l’incarico per eseguire l’autopsia, l’ipotesi è di omicidio colposo, il procedimento è contro ignoti e al momento non risultano nomi nel registro degli indagati. Il magistrato ha anche disposto l’acquisizione delle cartelle. E’ probabile che la morte sia stata causata a un’allergia al farmaco, ma sarà l’esito dell’autopsia a fare luce sul caso.

Il sistema immunitario di alcune persone reagisce anche a sostanze che non dovrebbero in teoria causare alcuna reazione allergica, causando una reazione a catena, che provoca i sintomi dell’allergia (il battito cardiaco debole e veloce, un’eruzione cutanea, nausea e vomito, ostruzione delle vie respiratorie). Alcuni soggetti hanno una reazione allergica grave che può causare lo shock anafilattico e se non si interviene tempestivamente può portare alla morte. Lo shock anafilattico può essere provocato da alimenti, farmaci, veleno degli insetti, lattice.

In caso di sospetto shock anafilattico bisogna recarsi immediatamente al pronto soccorso.

 

Anna Agata Mazzeo

 

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