Rachele Gerace

Il Vascelluzzo è una pregevole e antica opera realizzata da argentieri messinesi del Seicento e rappresenta per la città la memoria di un evento storico significativo. Secondo la tradizione, durante la terribile carestia del 1603 una nave riuscì a entrare carica di grano nel Porto di Messina. L’evento è attribuito miracolosamente alla Madonna della Lettera, con l’intercessione di S. Alberto, raffigurato insieme alla Madonna di Porto Salvo e ai Santi Martiri Placido e Compagni nel basamento che sostiene il vascello. Per questo motivo, la domenica della solennità del Corpus Domini, sul fercolo – portato in processione fino alla Cattedrale – viene collocata la reliquia del sacro capello della Vergine Maria sulla cima del pennone più alto. Al termine della processione, il simulacro fa ritorno alla chiesa dei Marinai dove rimane custodito tutto l’anno.

Una folla di fedeli ha accolto ieri in piazza Duomo l’uscita del Vascelluzzo dalla Cattedrale. Come ogni anno, nel giorno della solennità del Corpus Domini il fercolo argenteo è sfilato per le vie cittadine del centro, dopo il solenne Pontificale presieduto dall’Amministratore Apostolico Monsignor Benigno Luigi Papa.

La città, claudicante per i troppi scossoni politici, sociali e religiosi, che stanno mettendo a dura prova le certezze dei suoi figli, è apparsa rassicurata dalle parole del Presule “reggente”, il quale nell’omelia ha voluto sottolineare l’importanza dell’istituzione Eucaristica quale “memoria preformativa di un gesto di libertà e lucidità compiuto da Gesù alla vigilia della sua morte”.

Una riflessione spirituale che trova conferma nella missione sociale affidata alla Chiesa di oggi e che si può cogliere solo nel rapporto di condivisione con Cristo: “Attraverso l’adorazione – ha detto Monsignor Papa, richiamando le parole di Benedetto XVI – è possibile rompere le barriere non soltanto tra il Signore e noi, ma anche e soprattutto le barriere che ci separano gli uni dagli altri”. Un mònito forte, dunque, che si traduce nell’impegno a “fare quanto a noi è possibile, perché a nessun fratello in umanità manchi mai il pane che ci nutre per la vita da condurre nel tempo e il Pane che ci aiuta per la vita da condurre nel tempo e nell’eternità”.

Al rito, concelebrato dai Canonici del Capitolo Protometropolitano della Basilica Cattedrale e dell’Archimandritato SS. Salvatore, insieme al clero diocesano e religioso dei vicariati cittadini, hanno partecipato le numerose confraternite, gli ordini equestri, i gruppi delle associazioni laicali e degli operatori pastorali, gli ammalati e i volontari dell’UNITALSI, oltre ai numerosi fedeli raccolti in adorazione del Santissimo Sacramento, portato successivamente in processione dallo stesso Vescovo.

Il corteo si è snodato lungo il corso Cavour e le vie Cannizzaro, Garibaldi e I settembre per poi far ritorno in piazza Duomo dove Monsignor Papa, nell’implorare la benedizione particolare per la citta di Messina e per la Chiesa locale, ha voluto sottolineare l’esigenza attuale di manifestare pubblicamente la fede, nella presenza reale di Cristo Eucarestia, in sintonia con le sfide della quotidianità: “Vogliamo essere una Chiesa impegnata a rendere presente nel mondo il Regno di Dio – ha detto – che è regno di giustizia, di amore e di pace. Essere una Chiesa al servizio del Regno di Dio vuol dire che tutti gli uomini sono uguali nella loro dignità, che tutti sono amati da Dio. Manifestare nel mondo il Regno di Dio vuol dire stare vicino ai poveri come ha fatto Lui, lavorare per la loro inclusione sociale e far sentire il nostro amore come un riflesso dell’amore di Dio per loro”.

Sabato prossimo, 4 giugno, posticipata di un giorno perché coincidente con la solennità liturgica del Sacro Cuore, si svolgerà a Messina la processione della Patrona “a Matri a Littra” (la Madonna della Lettera). Insieme alla tradizione del Vascelluzzo, questa della Patrona Messinese è legata a fatti storici che hanno segnato in maniera indelebile il destino della terra peloritana.

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