di Anna Rita Fontana

Grande successo, al Multisala Apollo di Messina, ha riscosso lo spettacolo teatrale Sei mia, patrocinato dall’Athena Production presieduta da Carlo Bonfiglio, con la regia di Saro Minardi. Promosso dall’Ammi ( Associazione mogli medici italiani) sezione di Messina, sotto la presidenza di Francesca De Domenico, che ha devoluto il ricavato della serata alle Piccole Sorelle dei Poveri, lo spettacolo-monologo ha puntato i riflettori sull’attrice catanese Annamaria Spina che ne è protagonista, nonchè autrice del copione teatrale insieme ad Antonella Sturiale. Proprio lei, in qualità di interprete, gratificata dalla performance, si sofferma a parlarci del suo testo, di innegabile valore etico, ispirato a una storia di violenza subita in prima persona oltre vent’anni fa.

Lei crede fermamente che il vero attore nasca in teatro, che non consente alcuna finzione, in confronto all’ esperienza del cinema e della televisione. Il personaggio teatrale di Sei  mia  è emblematico della donna di oggi, vessata nel quotidiano in una società che calpesta i diritti inalienabili dell’essere umano. Quale aspetto l’ha maggiormente coinvolta ed è preminente nel suo ruolo?
“Sicuramente il vero attore nasce dal teatro! Il cinema è finzione. In teatro sei presente e devi trasmettere in tempo reale l’emozione, il pathos! Nel monologo “sei mia” interpreto Laura ,paradossalmente incarno il ruolo di “me stessa” , ponendomi quasi ad un’introspezione , un rivivere le sensazioni di angoscia, paura e di terribile impatto con la morte, vissute vent’anni prima, visto che il monologo è autobiografico”.
La battaglia legislativa da Lei portata avanti a tutt’oggi, che risultati ha prodotto?
“La lotta che ho proposto è in corso di sviluppo . Non ho ancora raccolto gli obiettivi previsti , ma ahimè , siamo in Italia , dove la burocrazia è disastrosa e lunga……ma alle fine sara’ “la vittoria di tutte quelle donne che giustizia non hanno mai avuto “. quest’ultima è proprio una citazione del monologo sulla lungaggine della burocrazia italiana. Le leggi in merito sono quelle della Convenzione di Istanbul, ma non sono applicate. Nella “mia” legge, catalogata come n. 615 c.m 3, io chiedo l’arresto immediato dello stalker nel momento in cui scatta la denuncia suffragata da prove, come il referto medico; la pena dell’ergastolo per l’omicidio della donna ( termine che preferisco a femminicidio); e l’apertura di centri di accoglienza per tutte le donne divenute oggetto di persecuzione. La costanza verra’ premiata e otterremo cio’ che è giusto!”

cast Sei mia
Il personaggio nasce per un cortometraggio e contemporaneamente per un copione teatrale. Qual è la differenza sostanziale?
“Il personaggio di Laura, sia del cortometraggio che del monologo teatrale, sostanzialmente è uguale. Cio’ che li differenzia è solo il mezzo comunicativo del linguaggio cinematografico e teatrale. Si parla in entrambi di prevenzione, soprattutto della violenza.”
Confidando in un’ampia diffusione dello spettacolo-monologo negli istituti secondari di secondo grado, la cui utenza è più idonea a recepire la simulazione finale del tentato omicidio, quanto secondo Lei la scuola può contribuire alla formazione dei futuri cittadini, supportando le famiglie in questo difficile compito?
“La scuola e la famiglia hanno un ruolo determinante, basilare. La violenza di genere nasce fondamentalmente da un disagio, da un problema culturale . Ecco perchè è fondamentale intervenire con la prevenzione educativa nelle famiglie e nelle scuole, ovviamente attraverso una campagna di informazione che preveda seminari e incontri sul tema.”
Lei si spende nel sociale, anche contro il bullismo. In che misura questa dimensione può aiutare la donna di oggi a riscattarsi dal degrado morale in cui spesso viene relegata?
“La donna non deve piu’ soccombere, deve riscattarsi moralmente, lottando per la propria dignita’, per la propria autostima ad ogni costo. Io mi attiverò nelle scuole anche contro il satanismo e la pedofilia, per allontanare i giovani da queste tentazioni fuorvianti. Se alla base non c’è autostima, non potremo mai pretendere stima dagli altri.”

Annamaria Spina 3
Come vede la donna nel futuro, in una dimensione non utopistica (si spera) di rinnovata umanità?
“Sto lottando affinchè la donna in futuro possa essere libera, perchè ,in verita’, malgrado false apparenze , fino ad oggi ancora non lo è, anzi tutt’altro!! Mi auguro che prevalga la volontà di scegliersi, per tutte quelle coppie che stanno insieme non per convinzione, ma per svariati motivi, come per ragioni economiche o per i figli….. E spero che non venga mai meno l’altissimo esempio di donne, come Francesca Morvillo, che hanno perseguito i loro ideali col sacrificio accanto a uomini eccezionali come Giovanni Falcone, per riscattare la dignità dell’essere umano. Per quella libertà che si ottiene pagando anche con la propria vita.”
A.R.F.

A proposito dell'autore

docente di educazione musicale, pianista, giornalista e critico musicale

Post correlati

Scrivi