Vincenzo Nibali

Vincenzo Nibali

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vito Calianno

Vito Calianno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Aldo Galati Rando

Aldo Galati Rando

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Franco Galati Rando

Franco Galati Rando

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A Messina i Carabinieri del Comando Provinciale hanno sventato la compravendita di un minorenne rumeno.

Ieri il Nucleo investigativo messinese ha notificato sei provvedimenti di fermo d’indiziato di delitto, emessi dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, ad altrettanti cittadini italiani ed eseguito altri analoghi provvedimenti d’iniziativa all’indirizzo di due cittadini rumeni. A tutti è stato contestato il reato di riduzione in schiavitù.
La complessa e delicata indagine degli inquirenti si è dipanata tra la Sicilia, la Toscana (dove uno dei fermati poteva vantare solidi appoggi) e la Romania, consentendo di sventare il tentativo ordito da alcuni pregiudicati della provincia di vendere un bambino, dopo averlo acquistato in Romania, ad una coppia della zona animata dal desiderio di avere un figlio e che non ha esitato a pagare in contanti la somma di 30 mila euro per entrare in possesso del minore invece di seguire la regolare procedura della richiesta di adozione.
La coppia della provincia messinese ma da anni residente in Svizzera, infatti, tramite il 46enne Vincenzo Nibali di Castell’Umberto si è rivolta ad un pregiudicato di Tortorici Aldo Galati Rando di 53 anni affinché attraverso la cifra pattuita individuasse una famiglia disposta a cedere loro il proprio figlio.
Il pagamento è avvenuto lo scorso 17 gennaio, al buio, in una zona impervia tra le montagne dei Nebrodi con modalità che hanno testimoniato la sicura consapevolezza degli indagati di commettere un grave reato. Subito dopo un quinto soggetto, Franco Galati Rando di 45 anni anch’egli di Tortorici e già noto alle Forze dell’ordine, ha iniziato le ricerche del bambino confacente ai desideri dei committenti dapprima nella Sicilia Occidentale in ambienti degradati e mal frequentati appoggiandosi a pregiudicati di varie nazionalità ma sempre senza successo.
Per questo motivo l’uomo ha lasciato la Sicilia recandosi dapprima in Toscana e successivamente in Romania dove è entrato in contatto con un pregiudicato brindisino domiciliato nello stato estero, Vito Calianno di 42 anni, che gli ha offerto il suo aiuto per muoversi negli ambienti degradati delle periferie rumene. La ricerca in questo caso è stata fruttuosa dato che è stata dividuata in breve tempo una famiglia disposta a vendere uno dei numerosi figli.
L’aberrante commercio ha avuto la sua concretizzazione lo scorso 23 febbraio quando i due pregiudicati italiani, con la madre rumena del piccolo venduto come un oggetto, lo stesso minore ed uno dei suoi fratelli maggiorenni, sono partiti in auto dalla Romania alla volta della Sicilia. Da quanto è emerso dalle indagini la presenza della madre 36enne e del fratello 19enne aveva lo scopo di controllare la sistemazione trovata in Italia per il piccolo, in un ultimo afflato di spirito materno, ma anche quello molto più probabile di incassare quanto pattuito per ingrandire la casa di famiglia in Romania.
L’intento criminoso è stato tuttavia sventato dai militari messinesi appena il quintetto è sbarcato al porto di Messina. Qui sono stati fermati i quattro col bambino provenienti dalla Romania mentre i restanti protagonisti della vicenda, che attendevano la consegna a Tortorici, sono stati sottoposti allo stesso provvedimento poco dopo. Nel corso dell’esecuzione dei provvedimenti è stata rinvenuta e sottoposta a sequestro abbondante documentazione utile al prosieguo delle indagini nonché munizionamento di vario calibro illegalmente detenuto.
Su disposizione dell’Autorità giudiziaria le due donne sono state condotte presso il carcere di Piazza Lanza a Catania mentre i sei uomini presso quello di Messina Gazzi in attesa dell’interrogatorio di garanzia.
Il minore invece è stato affidato, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Messina, ad una struttura assistenziale.

Alessandro Famà

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