Rachele Gerace

MESSINA – La comunità messinese riunita nella chiesa di Santa Caterina Vergine e Martire ha accolto l’arrivo dei cinquecento familiari delle vittime innocenti delle mafie che lunedì 21 marzo, primo giorno di primavera, celebreranno la XXI Giornata della Memoria e dell’Impegno, per rinnovare l’impegno nella lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione.

Una veglia ecumenica durante la quale sono stati letti novecento nomi, scanditi uno dopo l’altro, di vittime innocenti, in un silenzio rotto soltanto dalla commozione del ricordo; una lettura che è sembrata il prolungamento di quella crocifissione narrata nella pagina Evangelica di Luca, nella solennità delle Palme.10504921_10208558441019307_5865821423697105649_o-3

A presiedere il momento di preghiera e di riflessione, insieme a Don Luigi Ciotti presidente di Libera, l’organizzazione che promuove ogni anno l’iniziativa, c’erano l’Amministratore Apostolico dell’Arcidiocesi di Messina Lipari Santa Lucia del Mela, Monsignor Antonino Raspanti, l’Imam della comunità islamica messinese, Mohamed Refaat, il pastore della chiesa valdese, religiosi, organizzazioni laicali, gruppi scout e di volontariato.

Un saluto accogliente quello di Monsignor Tavilla, parroco della comunità di Santa Caterina, che ha manifestato la “gioia di un cuore che va oltre le mura di una chiesa, un cuore che ha memoria delle sofferenze di chi, privato fisicamente degli affetti più forti, oggi vuol condividere la speranza di un bene che va oltre l’ingiustizia di chi è stato barbaramente ucciso”.

Dopo una breve liturgia della Parola e alcune riflessioni spirituali, la toccante testimonianza della madre di una delle vittime messinesi, l’urologo Attilio Manca trovato morto nella sua abitazione di Viterbo nel 2004, la quale ha voluto coraggiosamente raccontare delle intercettazioni e dei depistaggi rispetto al corso delle indagini subiti in questi anni.

Il Vescovo Raspanti, nella breve ma intensa riflessione che ha concluso l’incontro, ha sottolineato l’importanza dell’uso coerente della parola sin dagli albori della storia dell’uomo, legato alla finalità di unire chi parla e chi ascolta, esplicitandone le relazioni; la parola è il solo mezzo per penetrare il cuore dell’altro ma, se usata con leggerezza, rischia di sopprimere per sempre la dignità di chi la riceve.

Il coraggio di parlare – ha detto – è un primo passo verso la verità e la giustizia, perché rinnova, fa ripensare ai fatti accaduti. Ciascuno dei nomi letti, sono parole d’identità, memoria di ciò che è accaduto; la parola non ci restituisce le vittime, ma ci apre a nuove speranze per il futuro”.

La Giornata della Memoria, che si celebra quest’anno per la quarta volta in Sicilia, ha per tema “Ponti di memoria, luoghi d’impegno” e coinvolgerà contemporaneamente altri cento luoghi d’Italia; l’evento è realizzato col patrocinio del Comune messinese e sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

 

 

 

 

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi