di Alessandro Famà

MESSINA – I militari della Compagnia di Messina sud, alle 19,30 del tardo pomeriggio di ieri e nel corso di appositi servizi antirapina svolti in abiti civili, transitando per via Catania all’altezza del civico 248 hanno notato due giovani che con il volto travisato da passamontagna ed armati rispettivamente di pistola e coltello si erano introdotti all’interno della farmacia “Juvara”. Prontamente hanno fatto irruzione nei locali sorprendendo i malviventi mentre con le armi puntate intimavano ai farmacisti la consegna dei soldi custoditi nelle casse. Dopo essersi qualificati hanno imposto la deposizione delle armi e i ragazzini, constatata la risolutezza degli operanti e considerato che non avevano più possibilità di fuga, ottemperavano all’ordine impartito venendo poi immobilizzati, ammanettati ed arrestati.
I due giovani, entrambi minorenni (15 e 16 anni), hanno dichiarato di essere soliti utilizzare i proventi delle rapine per acquistare scarpe e vestiti ed uno dei due ha specificato di prediligere le farmacie “perché le medicine le passa lo stato, quindi prelevando l’incasso delle farmacie si rubano soldi dello stato mentre rapinando altri tipi di esercizi si ruba l’incasso del negoziante”. Una teoria curiosa ed ingenua che trova spiegazione nell’età acerba dei due.
La pistola a salve Beretta calibro 8 (assolutamente identica per forma, dimensioni, colore e materiale al modello autentico) ed il coltello a serramanico con una lama di 8,5 centimetri, utilizzati per la rapina, sono stati sottoposti a sequestro. Nel corso delle perquisizioni domiciliari sono stati rinvenuti indumenti e altri oggetti che avvalorano l’ipotesi che gli arrestati nei giorni scorsi abbiano consumato altre rapine nella zona sud della città. I minorenni sono stati accompagnati al centro di prima accoglienza di Viale Europa come disposto dall’Autorità giudiziaria.
Continueranno con maggiore assiduità, nei prossimi giorni, i servizi delle Forze dell’Ordine finalizzati al contrasto del fenomeno delle rapine sia in termini di prevenzione che di repressione.

A.F.

Scrivi