Katya Maugeri

CATANIA – Marilina Giaquinta non è solo un  dirigente della Polizia di  Stato di Catania, è l’autrice di una splendida ed emozionante raccolta di poesie “Il passo svelto dell’amore”.
Il nostro, è stato un incontro ricco di riflessioni e di voli pindarici che hanno rivelato quanto sia potente e disarmante il potere della poesia, il potere delle parole: uniscono e sigillano attimi destinati a rimanere nella nostra memoria.La poesia ha il potere di catapultarci all’interno di stati d’animo che non crediamo di provare.
Un percorso ricco di emozioni che non può lasciarci indifferenti. L’autrice mi accoglie nel suo studio, non eravamo da sole: eravamo in compagnia del “nostro”  mare. Uno sfondo incantevole che ha conciliato la nostra chiacchierata. Marilina è emozionata, e rivela a noi le sfumature del suo libro, che lei definisce “magico”.

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–  All’interno della tua prima opera, “Il passo svelto dell’amore”, affronti e riveli il lato realistico dell’amore: la consapevolezza della sua fragilità, l’amore che invade, ma che con passo svelto va via.

“Io l’amore lo intendo come chiave di lettura della vita, non si può vivere senza amore, l’amore di cui parla questo libro è il modo in cui intendo la vita, è l’amore per un’idea, per un progetto, non è soltanto l’more che può nascere tra due persone, è un sentimento pervadente. Ed è quello che manca ai nostri tempi: non esiste più il modo amoroso di vivere. I rapporti, in questi tempi, sono dettati dallo scambio, dall’utilità. Non siamo più un fine, il non amare ciò che facciamo ci fa perdere di vista il fine. Siamo circondati da disvalori: denaro e potere. Sono tempi cupi, cinici e arroganti, e il cinismo non si sposa con l’amore”.


– Quanto è importante avere la capacità di adattarsi al passo svelto dell’amore?

“L’amore è stare fermi nel punto d’incrocio con l’altro e affrontarlo. Quando si va via, quando si interrompe qualunque relazione è perché non si ha il coraggio di rimanere”.


– In quale caso si sceglie di “restare, trattenere”? Verbi che in alcuni tuoi versi hai definito “giusti”…

“L’amore non guarda l’opportunità, non ha una logica dell’opportunità.
Quando ami vuoi rimanere e rimani. L’amore è anomia, non riconosce le regole, non è che le vìola, è proprio anomia, nel senso greco del termine: non ha regole, non è una progettualità. Non mi riferisco all’amore che lega due persone, ma all’amore per le proprie idee, l’amore per il proprio lavoro, l’amore non fa pesare il sacrificio. L’amore è rimanere contro ogni buonsenso, regola sociale e razzismo”.

–   Le tue poesie sono anticipate da una citazione di Dostoevskij. “nulla da raccontare né tanto meno da trascrivere con ordine, giacché nulla ho veduto con ordine”. L’ordine, è un limite?

“Sì, è un limite. Io sono per il disordine. L’ordine è qualcosa che ha costruito l’uomo per poter stare con gli altri, è una regola sociale”.

– “Zero tende sempre all’infinito”, cosa rappresenta per te lo Zero? L’assenza di unità come stato iniziale o annullamento?

“Lo zero è l’origine, è l’inizio. L’inizio di qualunque cosa noi vogliamo fare e quando cominciamo qualcosa dobbiamo pensare che di fronte abbiamo l’infinito”.

–  Dal tuo libro si evince, un evidente male esistenziale…foto-1

“In questo libro c’è una vera e propria parabola dell’amore: all’inizio è proprio un dolore fisico di carne, si parla di spiaccichio, di fracasso di ossa. Il dolore non passa, il dolore cambia forma, ti rimane dentro.
A mano a mano che il libro va avanti si arriva quasi all’ironia, alla distanza. Arrivi a guardare il dolore come se ti fosse uscito fuori. Lo guardi a distanza. Il dolore cambia con te e cambia te”.

–  Attraverso la distanza, mettiamo a fuoco le nostre emozioni e possiamo vederne la reale natura. Da cosa è rappresentata la “tua” distanza?

“Dal ricordo. Anche il ricordo rimane e ti sedimenta dentro, ma la distanza te la dà il tempo, il tempo ti allontana dalle emozioni, la distanza è una cosa temporale, ma non interiore”.

 –  Ed è per questo che “il tempo s’avverbia da sé”?

“È come se il tempo non si curasse di noi. Noi siamo convinti di poterlo governare, ci sentiamo capaci di riempirlo, di viverlo e gestirlo. È una particella modale del discorso. Il tempo sceglie il modo di svolgersi, non siamo noi a sceglierlo. Il nostro crederci onnipotenti, è ridicolo!”.

–  In un tuo verso, definisci la solitudine come uno stato di grazia…

“Sì, la solitudine è assolutamente necessaria. Se non siamo capaci di stare da soli con noi stessi è perché abbiamo qualcosa di irrisolto ed è necessario comprenderne la natura per poter stare bene con gli altri.
“Io sono l’irrisolto dubbio della premessa” – un suo verso non pubblicato – noi dobbiamo quantomeno sapere quale premessa siamo, dobbiamo tentare di conoscere noi stessi”.

–   Viviamo in tempi in cui il coraggio lascia spazio all’insicurezza, al timore di esporsi. Cosa manca alle nuove generazioni?

“E’ contraddittorio ma per avere coraggio si deve dubitare. In questi tempi non problematizziamo, non ci interroghiamo, non riflettiamo, ci mangiamo velocemente. Ci divoriamo velocemente. Non troviamo il tempo per osservare le persone, cogliere i loro dettagli, manca la capacità di fermarsi e riflettere. I nostri, non sono tempi coraggiosi. Non vogliamo rischiare, viviamo in tempi adagiati e per timore, per paura non rischiamo di andare oltre”.

– Un amore viscerale che divora persino le ossa “Dove sono finite le mie ossa”, scrivi nella tua raccolta. Un amore che va via con passo svelto, ma che porta con sé una parte di noi. Lasciando il segno, lasciando una mancanza tangibile.

“L’amore che ti è entrato dentro che si è preso anche le ossa in maniera viscerale. L’amore è prescindere da noi stessi, è partire dall’altro. Usiamo spesso, erroneamente, il pronome personale “io”, amore è quando cominci a non usare più il pronome personale. Rispettare gli spazi dell’altro, la sua diversità. È importante essere amati come si vuole essere amati. L’amore è un fluido, un vaso comunicante. Non è annullarsi. Ci sarà un momento, un equilibrio in cui le due persone si amano come l’altro vuole che l’altro ami.
Il mio, è un amore ideale”.


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