I pixel, confinati finora dentro la cornice di uno schermo, invaderanno la realtà. Questo è il proposito di Microsoft che, da più di cinque anni, investe miliardi di dollari nel progetto dal nome in codice “Baraboo”, oggi ribattezzato HoloLens. In pratica, l’azienda di Redmond (Washington) vuole dare vita agli ologrammi, anche se non esattamente come gli esseri umani li hanno sempre immaginati in film e serie televisive di fantascienza. Lo stesso nome, HoloLens, suggerisce che per vederli bisognerà comunque indossare un dispositivo, qualcosa di simile ai Google Glass, ma molto più potente e ingombrante.

a67d3d33-e1e5-4cf7-bf3d-dbe1befc8d8c.0La dotazione hardware del prototipo, presentato il 21 gennaio 2015 insieme al sistema operativo Windows 10 (disponibile, quest’ultimo, dal 29 luglio) ed esposto nuovamente lo scorso giugno durante l’ultima E3 (Electronic Entertainment EXPO) di Los Angeles, sembra promettere bene. Le lenti, che funzionano grazie al sistema operativo Windows Holographic, oltre a montare una CPU e una GPU, hanno anche una HPU (Holographic Processing Unit), cioè un’unità di calcolo mai progettata prima e interamente dedicata alla realizzazione delle immagini olografiche. La raccolta dei dati per la mappatura dell’ambiente circostante dentro cui posizionare gli ologrammi avviene attraverso una telecamera di profondità, un microfono per la ricezione dei suoni ambientali e altri sensori che consentono l’head-tracking, il riconoscimento vocale e il tracciamento dei movimenti. Il dispositivo sarà disponibile a partire dal prossimo autunno, ma ancora non è stata svelata alcuna data certa. L’obiettivo della casa produttrice di Windows, il sistema operativo più venduto al mondo, pare essere quello di superare il concetto di “realtà aumentata”, già ampiamente raggiunto da altri competitor, come Sony e Google, per approdare alla “mixed reality”, un ambiente di lavoro e divertimento che unisce elementi virtuali con altri realmente esistenti. È ovvio che, per poter fare questo, occorre generare ologrammi di altissima qualità, in modo tale da non causare effetti di distorsione visiva.

Microsoft-HoloLens-Skype-RGBSecondo Satya Nadella, presidente di Microsoft, il prezzo rientrerà nella fascia consumer, ma è difficile ipotizzare qualsiasi cifra in quanto, nella storia della tecnologia, non è mai stato commercializzato un prodotto simile. Dalle demo proposte al pubblico e dai numerosi video caricati su YouTube, se quanto visto resterà fedele alla presentazione, allora i presupposti per una nuova rivoluzione, stavolta targata Microsoft, ci sono tutti. Basti pensare che gli ologrammi potrebbero essere utilizzati in campo medico per studiare il corpo umano dall’interno piuttosto che operare su cadaveri, situazione peraltro già verificatasi in via sperimentale  grazie a una collaborazione tra l’azienda di Redmond e la Case Western Reserve University; e ancora, un’innovazione digitale del genere può apportare grossi contributi, oltre che nel settore dell’entertainment e della comunicazione, anche in ingegneria, matematica, fisica e persino nell’esplorazione spaziale. I contro restano la limitatezza del campo visivo, che Microsoft sta cercando di aumentare il più possibile, e l’affaticamento oculare causato dall’utilizzo di lenti troppo definite e luminose così vicine agli occhi.

Alberto Molino

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