Fin dal 1992 – anno in cui è partito il primo campionato mondiale della pizza – una generazione di pizzaioli si è sfidata ed ha condiviso le più disparate ricette di uno dei piatti più amati al mondo. Quest’anno la manifestazione, tenutasi al Palacassa di Parma i giorni 11-12-13 Aprile , ha riscosso un grandissimo successo. Con più di 35 nazioni (Italia, USA, Francia, Australia, Giappone, Brasile, Thailandia, Messico, Canada, Germania, Gran Bretagna, Russia, Polonia, solo per citarne alcune) e con la presenza di più di 650 concorrenti , l’evento ha celebrato la sua venticinquesima edizione riunendo pizzaioli da tutto il mondo accomunati tutti da un’unica e grande passione: l’amore per il proprio lavoro.

La manifestazione si è divisa in 4 aree tematiche dedicate a specifiche ricette di pizza e primi piatti, gare di cottura e di abilità. Ad accaparrarsi la medaglia d’oro un pizzaiolo francese, Ludvic Bicchierai, della pizzeria ‘le gusto pizza’ di Marsiglia che ha vinto con una pizza a base di pomodoro, mozzarella, tartare di orata, fiori di zucca e gamberi freschi. Dalla pizza classica a quella napoletana, da quella senza glutine a quella in pala sono stati premiati pizzaioli per le specialità più disparate.

Parallelamente al campionato mondiale della pizza, l’azienda Agugiaro&Figna, che con il brand leader per farine “Le 5 Stagioni” è stato il main sponsor dell’evento, ha premiato, in collaborazione con il noto critico enogastronomico Davide Paolini il, gastronauta, ‘la miglior pizzeria d’Italia’. Il sondaggio, lanciato online ha registrato più di 30.000 votanti e coinvolto più di 400 esercizi dislocati in tutta Italia. Il primo posto è stato conquistato dalla pizzeria milanese Briscola che ha ottenuto ben 5.290 preferenze, al secondo e terzo posto, invece, si sono classificate le pizzerie Sardasalata di Licata(AG) e Ristorante pizzeria Caruso di Trecate (NO).

Anche quest’anno, il campionato mondiale della pizza è riuscito a valorizzare la cultura della vera pizza italiana che, in questo evento come non mai, si è dimostrato essere una vera e propria tradizione italiana conosciuta anche al di fuori dei confini nazionali.

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