CATANIA – “Si tratta di un gesto di attenzione vero e concreto da parte dell’Unione europea nei confronti del nostro Paese, della Sicilia e di Catania, città che ha vinto una grande battaglia dopo avere in questi due anni affrontato con grande generosità e spesso da soli, uno dei più grandi drammi dell’umanità”, queste le parole del sindaco di Catania, Enzo Bianco al termine dell’incontro con il direttore esecutivo di Frontex Fabrice Leggeri, nel corso del quale è stato sancita – anche con la firma di una cessione di alcuni locali nel monastero di Santa Chiara – la nascita a Catania di una Task force regionale dell’Agenzia europea che si occupa di migranti.

L’ufficio si chiamerà Eurtf, acronimo che sta per Unione europea task force regionale, e aprirà alla fine di luglio nel monastero di Santa Chiara, edificio settecentesco in restauro anche per quanto riguarda le norme antisismiche. Presenti anche il prefetto Giovanni Pinto, direttore centrale dell’immigrazione e della polizia delle frontiere italiana, il vicedirettore di Europol, Will Van Gemer, il prefetto di Catania, Maria Guia Federico, il questore, Marcello Cardona, il comandante provinciale dei Carabinieri, Alessandro Casarsa, e per la Guardia di Finanza il comandante generale Gibilaro, il colonnello Roberto Manna e il colonnello pilota Joselito Minuto. Per Frontex erano presenti Klaus Roesler, direttore della Divisione Operazioni, Philippe Andrieux, executive advisor, Miguel Nicolau, operational officer e Izabella Cooper, spokeperson. Per il Ministero dell’Interno figurano Vittorio Pisani, direttore del Servizio Immigrazione, Carlo Verdiglione della Direzione Centrale della Polizia Criminale e Antonio Montanaro della Direzione Centrale della Polizia Criminale.

“Il mio desiderio – ha aggiunto Bianco – di avere un ufficio operativo qui a Catania finalmente si è realizzato. E non ci sarà soltanto Frontex ma anche Europol e altre strutture coordinate come Eurojust e Easo, in modo da far giungere a Bruxelles chiare indicazioni sulle iniziative da intraprendere per fronteggiare la situazione. Nel Monastero avrete a disposizione uno spazio di 600 metri quadrati nel cuore di una città antica e operosa che è felice di accogliervi: qui vi sentirete a casa vostra”.

“La Task force di Catania – ha spiegato Leggeri – rappresenta per Frontex un grande passo in avanti, un nuovo inizio sulla via della cooperazione. A Catania saremo più vicini alle autorità locali e avremo a disposizione 18 pattugliatori, quattro aerei, due elicotteri e inoltre le squadre di nostri rappresentanti che conducono le interviste con i migranti per raccogliere dati sulle reti dei trafficanti”.

Il sindaco di Catania ha ricordato, inoltre, come già nel febbraio del 2001, quando era ministro dell’Interno, Catania ospitò un incontro bilaterale con l’allora commissario Ue, il portoghese Antonio Vitorino, e si parlò di politiche europee per l’immigrazione e della creazione di una polizia delle frontiere europee.

“Ho incontrato il presidente Renzi che ha confermato come la questione dei migranti debba essere affrontata in chiave europea. Qui a Catania abbiamo operato con grande spirito di collaborazione tra enti locali, forze di polizia, volontariato, istituzioni. Ecco perché la decisione di aprire un ufficio operativo di Frontex a Catania è stata accolta con notevole entusiasmo. Così sentiamo l’Europa più vicina e potremo svolgere meglio la nostra funzione”, ha aggiunto Bianco.

Al termine dell’incontro, Leggeri ha firmato il libro d’onore di Catania lasciando un messaggio di ringraziamento alla città sottolineando che l’apertura della sede etnea rappresenta un “grande onore e soprattutto un grande passo avanti per sostenere l’Italia nel fronteggiare il flusso dei migranti”.

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