CATANIA − È una provocazione forte quella lanciata dal consigliere comunale Sebastiano Anastasi. Una provocazione forte, ma secondo lui necessaria. Una sorta di schiaffo morale da dare all’Europa che sta a guardare. E che dall’alto del suo rigore istituzionale, secondo molti ha lasciato che l’Italia venisse travolta dall’emergenza profughi e che il mare si macchiasse di rosso a causa del sacrificio di tutti coloro che nel sogno europeo c’hanno creduto. E così, mentre si continua a cercare la soluzione più efficace ed umana che argini lo stato di crisi che pervade le coste del mediterraneo, dalla città dell’elefante, dopo l’interrogazione del consigliere D’Avola, arriva la provocazione di Anastasi.
“Da catanese e da consigliere comunale ho la sensazione, mista a paura, che l’Europa voglia relegare l ‘Italia a duna terra di sbarchi e di tragedie del mare. Un timore che si unisce a quello di possibili tensioni sociali in Sicilia, terra provata dalla crisi economica, dove migliaia di famiglie stentano ad arrivare alla fine del mese. Il volontariato e la cittadinanza si prodigano da anni affinchè chi arriva sulle nostre coste trovi l’accoglienza adeguata, ma è ora che anche le istituzioni comunali battano un colpo. L’europa deve intervenire, far sentire la sua presenza forte e permanente. Ci si sente abbandonati, e quindi è per questo che propongo, qualora quanto auspicato non avvenisse, un gesto estremo e forte, una forma di protesta dura ma coerente con i nostri bisogni : la rimozione della bandiera dell’unione europea dall’aula consiliare del Comune di Catania.”
Questo il pensiero determinato e tristemente attuale dell’esponente di “Grande Catania” che nella sua frase conclusiva racchiude il senso di questa proposta: “In questo momento non sento di far parte di quest’Europa, un’Europa più economica che dei popoli. Un’Europa che resta a guardare dalla finestra piuttosto che aiutare l’Italia e la Sicilia.”

 

Nicoletta Castiglione

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