CATANIA – Non si arresta l’ondata di migrazioni e di salvataggi nel canale di Sicilia. A due settimane dal naufragio che ha causato la morte di oltre 750 migranti, sono state recuperate in mare altre 10 vittime. Nelle ultime 48 ore i mezzi di soccorso hanno intercettato decine di barconi e gommoni, salvando ben 5.800 persone.

Nelle operazioni di salvataggio sono stati impiegati vari mezzi della Capitaneria di porto, della Marina Militare e imbarcazioni civili. Tre dei corpi ripescati senza vita sono stati recuperati dal mercantile “Prince 1” a nord-est di Tripoli, ed erano a bordo di un gommone con 105 persone. Altri quattro cadaveri si trovavano su un barcone soccorso dal mercantile Zeran, sempre a nord-est di Tripoli e altri due hanno perso la vita dopo essersi tuffati dal gommone nel dispererato tentativo di raggiungere il rimorchiatore Med 8 che si stava avvicinando, a nord di Zhuwara.

Intanto 382 immigrati provenienti dalla Somalia, soccorsi nel Mediterraneo, sono sbarcati nel porto di Trapani a bordo della nave container battente bandiera liberiana “Santa Giorgina”. Attesa invece ad Augusta la nave Vega della Marina Militare con a bordo 675 migranti.

A Pozzallo 870 migranti, perlopiù di origine subsahariana, sono arrivati dopo essere stati soccorsi dal rimorchiatore Asso 29. È stato questo lo sbarco più numeroso della giornata: a bordo 718 uomini, 103 donne, tra le quali due incinte, e una cinquantina di minori, tra i quali anche una neonata, ricoverata in ospedale insieme alla madre. Molti migranti (circa un’ottantina) hanno dovuto ricevere cure perché presentavano casi di scabbia.

Sono 329 i migranti, di cui 59 donne e 23 minori, sbarcati, stanotte, a Lampedusa (Ag). Il gruppo è stato soccorso nel pomeriggio di domenica dalla guardia di finanza: utti i profughi, di origine sub-sahariana, stanno bene e sono stati portati al centro d’accoglienza di contrada Imbriacola dove, al momento, si trovano 1.170 immigrati.

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