Sono arrivati questa notte, al porto di Augusta, i cadaveri dei 10 migranti recuperati nel Canale di sicilia dalla nave Dattilo della Guardia Costiera. Con loro, presenti 121 superstiti che viaggiavano sullo stesso gommone partito da Zuara, in Libia, e 318 extracomunitari tratti in salvo in un’operazione precedente. Il sostituto commissario Carlo Parini, responsabile del gruppo interforze di contrasto all’immigrazione clandestina della Procura di Siracusa, teme altre perdite: “Secondo le informazioni che abbiamo acquisito e in base alle testimonianze dei superstiti ci sarebbero una cinquantina di dispersi”. Due tunisini sono stati arrestati, uno di loro si trovava in uno dei barconi alla deriva. A Pozzallo, invece, in seguito allo sbarco di 183 migranti, è stato arrestato Calo Boye, un senegalese di 20 anni, fermato dalla Polizia di Stato perché ritenuto scafista di uno dei gommoni soccorsi nel Canale di Sicilia. È accusato dalla Procura di Ragusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Sette operazioni di soccorso in meno di 24 ore, coordinate dalla Guardia Costiera, hanno permesso il recupero di un migliaio di migranti. Concentrati in un’area posta a circa 50 miglia dalle coste libiche e con l’aiuto di tre mercantili, una unità della Marina Militare dell’operazione Triton e la nave Fiorillo della Guardia Costiera, sono stati soccorsi due barconi e cinque gommoni con persone di sedicente provenienza libica, subsahariana, siriana, palestinese e tunisina.

Il commissario Ue, all’Immigrazione Dimitris Avramopulos, sugli ultimi sbarchi commenta: “Gli eventi vicino alla costa libica, che ci ricordano ancora una volta che le sfide dell’immigrazione non spariranno da sole e che ora più di sempre abbiamo bisogno di una strategia omnicomprensiva e a lungo termine in aggiunta al supporto agli Stati membri che affrontano alte pressioni migratorie”.

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