Appello del sindaco di Catania, che è anche presidente dell’Assemblea nazionale dell’Anci e capo della delegazione italiana nel Comitato delle Regioni Ue, perché venga fronteggiato l’aumento degli sbarchi che si prevede in Sicilia. “Realizzare un centro di prima accoglienza”

CATANIA – “Non possiamo affrontare la massa enorme di migranti che, come tutti prevedono, stanno per partire dall’Africa per riversarsi in Europa sbarcando in Sicilia”.
Il grido d’allarme viene dal sindaco di catania Enzo Bianco, che è anche presidente dell’Assemblea nazionale dell’Anci e capo della delegazione italiana nel Comitato delle Regioni Ue.
L’appello è rivolto sia all’Europa, “Che non può e non deve girarsi dall’altra parte di fronte a questo disastro umanitario annunciato” e anche al governo italiano  perché prenda immediati provvedimenti per fronteggiare la situazione che si sta prospettando dando seguito agli impegni presi nei mesi scorsi con i sindaci italiani e in particolare siciliani.
“Con l’arrivo della primavera – ha detto Bianco – i viaggi della speranza dalla sponda africana a quella europea del Mediterraneo, ossia alla Sicilia, si moltiplicheranno di nuovo in maniera esponenziale. Nella nostra Isola si riverseranno disperati che fuggono dalle guerre e dalla fame, dalla morte. La Sicilia è una terra di accoglienza, ma nell’immediato passato noi sindaci siciliani abbiamo dovuto affrontare grandissime difficoltà”.
“Voglio ribadire – ha aggiunto il sindaco di Catania – che è indispensabile far nascere un centro di prima accoglienza in Sicilia, perché non possiamo più usare le nostre scuole, le nostre palestre, i nostri edifici pubblici sottraendoli ai cittadini per accogliere, in modo non adeguato, questi uomini, donne, bambini che hanno tutto il diritto di essere trattati in maniera umana. E non può certo essere utilizzato come centro di prima accoglienza il Cara di Mineo, perché non deve esserci confusione con i richiedenti asilo politico”.
“Lancio dunque – ha concluso Bianco – un nuovo appello al governo italiano e all’Ue perché facciano ciò che da tempo i sindaci, che hanno affrontato sul campo, rimboccandosi le maniche, questa emergenza, hanno suggerito loro”.

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