Migranti, Catania si prepara, tra incontri ufficiali e proposte d’accoglienza
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Catania. La parola del giorno, ormai da troppi giorni è emergenza migranti. L’Europa, che sembra essersi improvvisamente destata dal torpore dell’indifferenza, si trova ad affrontare mai come oggi un’allarme umanitario che coinvolge la Sicilia ormai da tempo immemore. E Catania, in prima linea, è ormai diventata una delle città simbolo di questa emergenza, con il suo porto approdo di disperati, e una politica interna che abbozza soluzioni per arginare il problema. Il primo cittadino Enzo Bianco ha incontrato a Palazzo degli elefanti l’ambasciatrice di Francia a Roma, Catherine Colonna, tornata a Catania per visitare la sede che ospiterà l’ufficio di Frontex e per incontrare l’equipaggio della nave della Marina militare transalpina “Commandant Bouan”, ormeggiata nel porto etneo. Al centro del colloquio, al quale erano presenti anche il comandante della nave, Pierre Pasco, il consigliere d’ambasciata Jonathan Cordier e il console onorario di Francia a Catania, Ferdinando Testoni Blasco – sono stati i flussi migratori nel Mediterraneo che si stanno progressivamente intensificando e il ruolo di Catania e dell’Italia nell’accoglienza.
Dal colloquio è emerso come Catania, con la sua generosità nei confronti dei migranti, abbia saputo costruirsi una considerevole reputazione internazionale alla luce del ruolo che riveste nell’accoglienza dei disperati del mare. Uno sforzo considerevole e ammirevole, quello sostenuto dal territorio etneo, ma che deve essere senza dubbio rivisto e rafforzato in vista della crescente emergenza. A questo proposito, il presidente della commissione comunale al bilancio, Vincenzo Parisi, presenterà una proposta all’amministrazione, affinchè venga affrontato il problema dell’accoglienza venga affrontato nel migliore dei modi, limitando i disagi che potrebbero derivarne per la popolazione.
Vincenzo Parisi, ispirato dall’appello che Papa Francesco ha fatto nei giorni scorsi, ha infatti avanzato l’idea di creare una sinergia tra Curia e Comune attraverso un progetto che preveda l’accoglienza di migliaia di migranti, e al tempo stesso possa comportare il recupero definitivo di molti immobili comunali abbandonati da anni all’incuria del tempo e dei vandali. Una duplice soluzione, che consentirebbe quindi di sfruttare e riqualificare quegli edifici abbandonati e maltrattati preda di delinquenti, sottraendoli così alla disfatta del tempo, realizzando allo stesso tempo un alloggio dignitoso per i profughi. La Curia avrebbe il compito di recuperare e occuparsi della gestione di questi edifici, in sintonia con il voto di carità cristiana che dovrebbe contraddistinguerla. Sulla carta una richiesta valida, carica di umanità e buon senso. Ma le belle idee a Catania e nel mondo devono far i conti con la realtà, con la corruttibilità, e con la fugacità delle proposte. Chi vivrà, vedrà…
Nicoletta Castiglione

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