Continuano a partire dalle coste libiche barconi carichi di migranti in seguito alla fuga in massa dal paese nordafricano.

Complessivamente, nella sola giornata di ieri, sono stati 2.164 i migranti soccorsi nel Canale di Sicilia da motovedette della Guardia Costiera, della Guardia di Finanza, da navi della Marina e da mercantili, a circa 120 miglia da Lampedusa e a poche decine di miglia dalla Libia. Gli extracomunitari che si trovavano a bordo di dodici diverse imbarcazioni, tra gommoni e barconi, sono stati tutti recuperati.

Due sono stati gli sbarchi della giornata di ieri: il primo a Pozzallo con 280 migranti tutti di provenienza subsahariana, tra cui un giovane che presentava ferite d’arma da fuoco alla gamba e che è stato interrogato dalla Polizia; secondo una prima ricostruzione  sarebbe stato ferito dagli scafisti per costringerlo a salire sul barcone in partenza dalle coste libiche. L’uomo è stato poi ricoverato all’ospedale di Modica e le sue condizioni non destano preoccupazioni.

Il secondo sbarco è avvenuto intorno alle 23 al porto di Augusta, dove è arrivata una nave con a bordo 285 migranti salvati dalla Guardia Costiera nell’ambito della missione Triton.

Durante una delle operazioni di salvataggio condotte ieri e coordinate dal centro nazionale di soccorso della Guardia Costiera di Roma, tra le 15 e le 16, degli scafisti armati su un’imbarcazione di piccole dimensioni hanno minacciato una motovedetta della Guardia Costiera, il cui personale non è armato, mentre soccorreva un barcone con migranti a bordo a circa 50 miglia da Tripoli, intimando agli italiani di lasciare loro il barcone una volta concluse le operazioni di trasbordo degli uomini. Gli scafisti armati così si sono fatti riconsegnare l’imbarcazione che con molta probabilità verrà riutilizzata per nuovi viaggi verso l’Italia.

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