CATANIA – Lo shock per l’ennesima ecatombe avvenuta nel mar mediterraneo, è ancora palpabile. Le coscienze, risvegliate ancora una volta dal loro apparente torpore, si ribellano e si dibattono alla ricerca di soluzioni possibili. In prima linea la politica, che mai come ora, sembra esser messa con le spalle al muro da istituzioni e opinione pubblica.

Anche Catania non è da meno, e tra manifestazioni e inchieste, anche il consiglio comunale prende posizione. A farsi avanti, rappresentando il pensiero condiviso di tutti i consiglieri, è l’esponente del pd Giovanni D’avola, che ha presentato una mozione affinchè non si debba più assistere inermi a tragedie umanitarie del genere.

“Per risolvere questa che non è più semplicemente un’emergenza – ha detto D’Avola – e che scuote le nostre coscienze, servono al più presto, oltre ai mezzi, risorse economiche immediate: l’Europa, come da tempo, giustamente, sostiene il sindaco Bianco, non può voltare le spalle davanti a questa tragedia e lasciare che a occuparsene siano soltanto i Paesi che si affacciano sulla parte meridionale del Mediterraneo, a cominciare dalla Sicilia, che, nonostante la storica e consolidata cultura dell’accoglienza, non è più in condizione di poter reggere il peso di questa migrazione epocale”.

La mozione impegna il sindaco Enzo Bianco e l’Amministrazione da lui guidata a chiedere a Onu, Ue, governo nazionale, Camera, Senato, governo regionale ed Ars “una urgente e non più rimandabile azione di impegno di comune di tutti i Paesi europei per il salvataggio in mare e l’accoglienza dei migranti”.

Nella mozione si chiede inoltre di “affrontare il problema alla radice anche con azioni nei Paesi da cui partono i barconi” e di attuare “una programmazione mirata e un impegno per la pacificazione e lo sviluppo dei Paesi da cui provengono i migranti”.

di Nicoletta Castiglione

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