MINEO – Così Michela Giuffrida, parlamentare europeo del Pd, che questa mattina ha fatto visita al Cara di Mineo, in Sicilia, dove sono ospitati 16 dei 28 superstiti dell’ultima strage nel Mediterraneo. L’On. Giuffrida ha voluto incontrare i migranti non solo per accertarsi personalmente delle loro condizioni, ma anche per verificare il trattamento assicurato all’interno della struttura che attualmente ospita oltre 3000 richiedenti asilo.

“Noi europarlamentari del Pd non ci stiamo a essere additati come responsabili dell’immobilismo e dell’ignavia di quei Paesi membri che fino ad oggi hanno impedito che si attuasse una politica migratoria europea che tenga conto degli epocali cambiamenti geopolitici che stiamo vivendo. Ancora sotto choc per questa tragedia annunciata – aggiunge l’europarlamentare – guardiamo ora con fiducia alle scelte che dopodomani il Consiglio europeo dovrà necessariamente attuare decidendo se, e come, far propri i 10 punti individuati dal vertice dei ministri dell’Interno e degli Esteri UE. In caso contrario – annuncia Giuffrida – noi eurodeputati del Pd siamo pronti ad azioni, anche eclatanti, per marcare le differenze e perché ciascuno si finalmente assuma le proprie responsabilità. Personalmente ho intanto proposto – spiega il deputato europeo – una catena umana di parlamentari che a Strasburgo testimoni la nostra condivisione e solidarietà nei confronti di chi fugge da guerra e persecuzioni. Spero che si aggreghino parlamentari di ogni gruppo politico perché di fronte a tragedie diventate routine non ci si può dividere.
Cosa rispondere a chi – si chiede Giuffrida – come il giovane sopravvissuto del Mali che mi ha raccontato piangendo di aver perso suo fratello nel naufragio, sfida la morte alla roulette russa? Quei ragazzi oggi mi hanno rivelato di essere stati ripetutamente picchiati a bordo e descritto la scena terribile di decine di donne e bambini, che viaggiavano nella stiva della nave, inghiottiti dal mare. Quel mare che la maggior parte di loro non aveva mai visto prima in vita sua!
L’Unione europea – conclude Giuffrida – non può affondare nel Mediterraneo, bisogna agire, e subito”.

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