CATANIA – Arriverà in serata nel porto di Catania nave Gregoretti della Guardia Costiera, che ha a bordo 27 superstiti dell’ultimo naufragio avvenuto davanti alle coste libiche. E’ salpata alle 15.45 dal porto de La Valletta, dopo avere ultimato le operazioni di sbarco delle 24 salme recuperate subito dopo il disastro.
Su quest’ultima strage in mare è stata convocata dal procuratore della Repubblica di Catania, Gianni Salvi, una conferenza nel pomeriggio, nel Palazzo di giustizia. I dati sulle presunte vittime sono alquanto imprecisi: si va dagli oltre 900 ai circa 700, ma sono indicazioni assolutamente non confermate dai fatti e si limitano alle prime dichiarazioni dei superstiti, uno dei quali è ricoverato nell’Ospedale Garibaldi. Si sta cercando di verificare se esistano documentazioni fotografiche o video per poter effettuate una stima più precisa di quanti uomini e donne sono stati caricati sul barcone di 23 metri. Secondo le testimonianze dei profughi, partiti da un porto libico, dove il peschereccio li ha imbarcati, proveniente probabilmente dll’Egitto. A bordo erano circa 250 donne e una cinquantina di bambini. I primi ad essere imbarcati sono stati stipati nella stiva e chiusi a chiave per impedire che salissero nel primo livello, sottocoperta. Probabilmente anche questi migranti sono stati chiusi a chiace. I pochi superstiti sarebbero stati coloro che si trovavano sul ponte, all’aperto. La Procura di Catania sta cercando di verificare anche le cause che hanno portato all’affondamento dell’imbarcazione: potrebbe essere stato uno scontro con il mercantile che lo ha soccorso oppure lo spostamento da un lato del’imbarcazione degli occupanti che hanno provocato il ribaltamento.
“Quando intervengono unità della Marina, il personale è preparato a affrontare situazioni del genere, già a distanza viene comunicato ai migranti di non muoversi e vengono forniti loro salvagenti prima ancora di iniziare le operazioni vere e proprie di recupero”, ha sottolineato il procuratore Salvi che ha sottolineato come l’Operazione Mare nostrum fosse senz’altro più efficace, sia in termini di salvataggio sia per le successive indagini di polizia giudiziaria.
La Procura di Catania su questo fronte è in prima linea: ha fatto condannare in primo grado, nel 2014, circa cento componenti di organizzazioni dedite alla tratta di essere umani, non semplici scafisti, quindi, questo a fronte di circa 100.000 migranti sbarcati nell’ambito del distretto catanese. “L’azione di contrasto legale è quella che è davanti un’emergenza epocale: ci sono milioni di disperati in fuga dalle guerre e dall’odio religioso pronti a imbarcarsi ed ad approdare sulle nsotre coste”, ha aggiunto Salvi.

La Caritas Catania non si sottrae all’impegno al fianco dei migranti. Su sollecitazione dell’assessore al Welfare, Angelo Villari, del Comune di Catania, fornirà le cena e il vestiario necessario per i migranti che arriveranno in serata al porto di Catania. Già nei giorni scorsi in concomitanza con l’incremento degli sbarchi sono stati potenziati i servizi ed aumentati i pasti giornalieri alla mensa dell’Help Center: serviti fino a 450 coperti a sera. Sull’ennesima tragedia don Piero Galvano, direttore Caritas, ha commentato: “Le responsabilità e la cause sono da ricercare nelle scelte dei governi europei di aver destabilizzato il Nord Africa – tra cui la Libia – ed altri paesi del Medio-Oriente, in nome della democrazia. Mentre le vere finalità erano economiche. Dopo aver causato queste tragedie l’Europa, poi, è rimasta indifferente negando aiuto alle popolazioni in fuga dalle guerre”.

Intanto, per i sindacati catanesi “Dinanzi a quest’ultima e più grave strage in mare, cos’altro deve accadere prima che l’Unione Europea dia prova di esistenza in vita? Serve, finalmente, una politica migratoria comune per assicurare accoglienza e integrazione ai profughi, ma anche per combattere il racket degli sbarchi”. Fanno appello alla “mobilitazione umanitaria dei catanesi” i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil Giacomo Rota, Rosaria Rotolo e Fortunato Parisi che hanno organizzato per domani – martedì 21 – alle 19 in via Etnea dinanzi Palazzo Minoriti, sede della Prefettura, una fiaccolata “di protesta e proposta”.  I tre esponenti sindacali spiegano: “Con questo sit-in, vogliamo dare voce ai sentimenti di lutto che lavoratori e cittadini stanno provando dinanzi a notizie e immagini di questa immane tragedia nel Mediterraneo. Cgil, Cisl e Uil esprimono solidarietà alle famiglie delle vittime, ovunque esse siano, e gratitudine ai soccorritori. Intendono, inoltre, manifestare sostegno alla magistratura e particolarmente alla Procura di Catania, impegnata in una difficile inchiesta internazionale contro i trafficanti di esseri umani”. Concludono  Giacomo Rota, Rosaria Rotolo e Fortunato Parisi: “Facciamo nostre le parole del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, per il quale la morte di centinaia di profughi manifesta la totale insufficienza delle iniziative assunte fin qui dalla comunità internazionale. Con Mattarella chiediamo che la sensibilità verso i diritti umani prevalga sull’indifferenza, sul cinismo! Da Catania, terra di emigranti e immigrati, i sindacati sollecitano all’Unione Europea misure concrete già dal Consiglio straordinario in programma giovedì, perchè il Mediterraneo torni a essere mare di vita, di speranze e di progresso!”.

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