LAMPEDUSA – Salvati all’alba di questa mattina nove profughi, che hanno dichiarato di aver perso oltre 200 compagni di viaggio durante la traversata, travolti dal mare in tempesta. La tragedia consumata lunedì sera, al largo di Lampedusa, inizia ad assumere i contorni di una strage. I migranti, che si trovavano a bordo di due gommoni, sono stati recuperati da un mercantile e portati a Lampedusa dalla Guardia Costiera. Originari del Mali e Senegal i superstiti, facevano parte del gruppo recuperato la notte del 9 febbraio, in cui persero la vita in 29, morti per assideramento durante la bufera che si è abbattuta nel Canale di Sicilia.
L’Alto commissariato delle nazioni unite per i rifugiati (Unhcr) ha confermato 232 vittime. Uno dei sopravvissuti rivela l’esistenza di un quarto gommone con oltre cento persone a bordo, che sarebbe affondato con tutti gli occupanti.
Dalle dichiarazioni raccolte, la cui attendibilità è al vaglio della Guardia Costiera, i profughi sarebbero stati costretti
a salpare da Tripoli, nonostante le condizioni proibitive del mare. Quattro, quindi, i barconi messi in mare con 460
persone a bordo in totale, e solo 85 sopravvissuti. Le motovedette della Guardia Costiera stanno setacciando il tratto di mare interessato alla ricerca dei dispersi.

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