MILAZZO – Arrestato per la seconda un 35enne di San Filippo del Mela, con l’accusa di violenza sessuale, violenza privata, minaccia e possesso di segni distintivi contraffatti.
I Carabinieri della Stazione di Milazzo nella giornata del 7 maggio, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, hanno arrestato B.C.A. originario di Milazzo, residente a San Filippo del Mela.

L’uomo era già stato arrestato dai Carabinieri nel mese di marzo poiché, spacciandosi per poliziotto della Polizia Stradale di Patti, era diventato l’incubo di alcune donne del posto che perseguitava compiendo, in alcuni casi, dei reati a sfondo sessuale.

I Carabinieri all’epoca avevano raccolto le denunce delle vittime e al termine di una serrata attività di indagine, avevano ricostruito 2 distinti episodi avvenuti in data 10 e 14 marzo 2015.

Dopo l’arresto dell’uomo i Carabinieri, oltre a divulgare la notizia alla stampa, avevano invitato eventuali altre vittime a denunciare altri abusi. Proprio grazie al coinvolgimento dei media, una donna di Milazzo, che aveva subito nel mese di febbraio 2015 un episodio analogo, è riuscita a collegare la sua storia personale con raccontata sul giornale. È stato così che la donna ha deciso di recarsi dalle forze dell’ordine e di denunciare quanto subito.

In particolare, la donna ha raccontato che il 25 febbraio mentre si trovava a bordo della sua autovettura nei pressi della rotonda di Olivarella, veniva avvicinata da un grosso Suv nero, che prima cercava di tagliarle la strada e poi la costringeva a entrare in un’area di servizio in quel momento chiusa. Dal Suv scendeva uno sconosciuto che mostrandole un presunto distintivo gridava “Polizia, Polizia”, spaventando la donna che restava immobile nell’abitacolo.

L’uomo si avvicinava alla portiera dove era seduta la donna e dopo essersi identificato come poliziotto,la tranquillizzava dicendole di averla fermata solo per conoscerla meglio. Vista l’indifferenza della donna alle sue lusinghe, l’uomo passava alle vie di fatto “allungando le mani” sulla malcapitata attraverso il finestrino. La vittima, pietrificata e sorpresa da quanto stava succedendo, provava a divincolarsi, ma l’uomo continuava imperterrito nelle sue avances. La malcapitata, allora, mostrando grande lucidità, alle incessanti richieste di un appuntamento, acconsentiva a registrare sul proprio cellulare il numero di telefono del molestatore con la finta promessa di un futuro appuntamento.Con questo espediente la donna è riuscita ad allontanarsi con la propria macchina.

Probabilmente l’episodio sarebbe rimasto impunito se la malcapitata non avesse letto i giornali decidendo di collaborare. I Carabinieri, ricevuta la denuncia, hanno eseguito serrati accertamenti, riuscendo a risalire all’identità del molestatore. Le forze dell’ordine invitano nuovamente eventuali altre vittime a denunciare gli episodi di violenza presso una qualsiasi Stazione Carabinieri del territorio.
Il 35enne è stato quindi arrestato e condotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari per i reati di violenza sessuale, violenza privata, minaccia e possesso di segni distintivi contraffatti.

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