Il segretario di ‘Noi con Salvini’: “Il ministro Alfano continua a non rispondere alla mia interrogazione sul Cara, non vorrei che Buzzi asserisca il vero quando sostiene che su Mineo cadrà il Governo”. Dura replica al segretario della Cei: “La Chiesa non dovrebbe fare politica perché così facendo allontana i fedeli dalla pratica, come i cattivi politici allontano gli elettori dal voto”

MINEO – L’on. Angelo Attaguile, segretario nazionale di ‘Noi con Salvini’ e segretario della Commissione nazionale Antimafia, è tornato a visitare il Cara di Mineo. L’ultima volta c’era stato lo scorso marzo per accompagnare il leader della Lega Matteo Salvini durante una ispezione parlamentare. Schermata 2015-06-10 alle 20.08.01
“Sono tornato qui a distanza di cinque mesi – ha spiegato Attaguile ai responsabili della struttura – per verificare se si fossero ridotti gli assurdi tempi di permanenza dei migranti all’interno della struttura e anche perché sono preoccupato dalle notizie riferite dai vari procuratori della Repubblica che abbiamo audito in Commissione nazionale Antimafia e desideravo riscontrare di persona le criticità segnalate».
Nel giorno della visita sono ben 3.168 i migranti ospitati al Cara di Mineo, di essi solo 121 sono donne e 28 i bambini.
“Un comune nel comune di Mineo – ha commentato il parlamentare scorrendo i dati – e questo perché dall’ultima volta nulla ha fatto il ministero dell’Interno per accelerare l’iter burocratico relativo alle richieste d’asilo.
La nostra denuncia è rimasta inascoltata e così, ancora oggi, trascorrono anche quindici mesi prima che la posizione dell’immigrato venga valutata dalla commissione. Peraltro – ha aggiunto Attaguile – sulla questione lo scorso dicembre ho depositato una interrogazione proprio al ministro Alfano ma sino ad oggi non ho ricevuto alcuna risposta. Non vorrei che Buzzi asserisca il vero quando sostiene che su Mineo cadrà il Governo”.
Un particolare, quello delle lungaggini burocratiche volte all’accertamento dello status di rifugiato politico, sottolineato dallo stesso direttore della struttura, il dott. Sebastiano Maccarrone, che nel corso del cordiale colloquio avuto con Attaguile ha auspicato una riforma in grado di accelerarne l’iter.
Schermata 2015-06-12 alle 16.34.59Dal canto suo il segretario nazionale e coordinatore in Sicilia di ‘Noi con Salvini’ ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dai circa 400 dipendenti impiegati al Cara di Mineo: “Ho trovato ordine, pulizia, professionalità e un’ottima organizzazione – ha detto – sappiamo benissimo che i responsabili dell’illegalità nella gestione dei migranti stanno altrove e mi riferisco a coloro che, secondo quel che sostengono le procure che indagano, avrebbero pilotato l’appalto da 100 milioni, a chi ha la grossa responsabilità politica di continuare a stare con le mani in mano piuttosto che attivarsi per accelerare l’iter burocratico del riconoscimento evitando lunghe e costose attese per le casse pubbliche e, non da ultimo, a chi ha strumentalizzato il Cara per i propri tornaconti elettorali. Per carità, non voglio insinuare nulla – aggiunge Attaguile – ma mi lascia perplesso che ci sia un partito, come Ncd, che a livello nazionale sfiora il 3%, e qui raccoglie un voto su due ed esprime anche sindaci. Non vorrei che fosse la “forza” del Cara…”
In effetti, alla luce del decreto legislativo 31 gennaio 2008 le istanze dei profughi richiedenti asilo dovrebbero essere esaminate entro 30 giorni dalle commissioni che poi dovrebbero pronunciarsi nei tre dì successivi. In realtà dai 33 giorni prescritti dalla legge si passa a dodici e anche quindici mesi, come ha illustrato lo stesso direttore del centro ad Angelo Attaguile. Un anno di ritardo, per i soli ospiti del Cara di Mineo, grava sui contribuenti per oltre 40milioni di euro.
Da Mineo, l’on. Attaguile ha anche replicato alle dichiarazioni del segretario della Cei che nei giorni scorsi ha attaccato la Lega: “Alcuni vescovi non si rendono conto –ha tuonato – che difendendo ad ogni costo questa immigrazione clandestina fanno il gioco di personaggi squallidi che utilizzano a fini speculativi, mi riferisco non solo alla cupola di mafia capitale ma anche chi li impiega gli immigrati nelle campagne per pochi euro al giorno, questa che a nostro avviso è una vera e propria tragedia, per chi l’attua e per chi la subisce. Peraltro il segretario della Cei Nunzio Galantino ha utilizzato un linguaggio che ritengo assolutamente offensivo e che non si addice a chi ricopre un ruolo che dovrebbe essere portatore di pace. La Cei forse dimentica che sotto indagine c’è anche una cooperativa vicina alla cattolica Comunione e liberazione. La Chiesa non dovrebbe fare politica perché così facendo allontana i fedeli dalla pratica, come i cattivi politici allontano gli elettori dal voto”.
Attaguile ha infine invocato maggiore attenzione per i risvolti legati alla sicurezza degli italiani: “abbiamo appurato come molti dei profughi sbarcati in Sicilia riescano a far perdere le proprie tracce eludendo anche le procedure di identificazione. Un problema serio sia sotto l’aspetto della prevenzione delle possibili azioni terroristiche che per quanto concerne la sicurezza sanitaria. Purtroppo chi decide di farsi ospitare rivendica – eccome – i propri diritti, ma sorvola sui propri doveri. Già prima di arrivare – conclude Attaguile – gli immigrati per esempio sanno, ben informati dalle Ong internazionali, quanto gli spetta ogni giorno ossia 2,50 euro da poter spendere con il pocket money all’interno del centro stesso”.

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