di Salvo Reitano

Giuseppe Mistretta, ex consigliere provinciale: “Forti sperequazioni che gravano sulla debole economia agricola”
Valerio Marletta, sindaco di Palagonia: “Lavoriamo ad una seria proposta tecnica”

MINEO – “Riteniamo che l’imposta sui terreni di un’impresa agricola è una tassa “patrimoniale” ingiusta e sbagliata nel concetto che deve essere stabilita rivedendo interamente le norme che danno diritto all’esenzione o alla sua quantificazione”.
Questo è quanto emerso, in una sala affollata di agricoltori, rapparesentanti istituzionali e sindacali, nel corso di un bincontro che si è tenuto a Mineo sull’Imu agricola, organizzato dal comitato cittadino “Mineo Prima di Tutto”.
Al tavolo dei relatori il vicepresidente regionale Acli-Terra, Angelo Catania, il commercialista, dott. Francesco Damigella, il presidente comunale della Cia di Caltagirone, Salvatore Grassiccia, l’imprenditore agricolo e agronomo, dott. Giuseppe Mistretta, il presidente Federazione Regionale Agronomi Forestali Sicilia, dott. Agr. Corrado Vigo. A moderare l’incontro Leone Venticinque per il Comitato.
Folta la partecipazione di amministratori e rappresentanti di categoria, tra i sindaci, Pippo GrassoImu Mineo di Castel di Iudica, Valerio Marletta di Palagonia e Salvatore Palermo di Francofonte.
Per affrontare la questione, il 26 gennaio scorso, il sindaco di Palagonia, Valerio Marletta, come da lui stesso annotato sulla sua pagina Fb, aveva incontrato l’Assessore regionale alle politiche agricole accompagnato da alcuni sindaci dei paesi agumetati, da tanti produttori e rappresentanti di associazioni di categoria.
“Il Comune di Palagonia e gli altri comuni agrumetati – scive Marletta nella nota – stanno lavorando ad una seria proposta tecnica per l’Imu terreni agricoli 2015. Nelle prossime settimane la discuteremo con Anci Sicilia, i produttori e quanti vorranno contribuire alla stesura del documento che verrà sottoposto agli organismi parlamentari competenti”.
“Nessuno di noi – conclude Marletta -vuole sottostare supinamente a questa odiosa tassa, faremo sentire le nostre ragioni”.
“L’ultima rimodulazione dell’Imu sui terreni agricoli – afferma l’ex consigliere provinciale Giuseppe Mistretta –  non fa che creare una forte sperequazione tra i territori, una “patrimoniale” che di fatto sta gravando eccessivamente sulla debole economia agricola”.
“Voglio ricordare – prosegue Mistretta – che la categoria ha già subito, nella passata annata, una sensibile riduzione dei prezzi all’origine, meno 5,5%, che si aggiunge alla perduImu Tavolorante siccità, oltre che alla cronica mancanza di infrastrutture e servizi, il risultato sarà per i municipi un incasso nettamente inferiore alle aspettative che metterà in serio rischio le casse comunali e i servizi a carico degli enti locali,  in poche parole è il classico caso del cane che cerca di mordersi la coda.”
“Si è deciso di creare un coordinamento che veda in prima linea i sindaci, affiancati dalle associazioni di categoria e dagli ordini professionali – conclude Mistretta – tutti insieme al di là delle reciproche appartenenze, per proporre la non applicazione di more e interessi, per eventuali ritardati pagamenti al fine di consentire agli agricoltori l’attesa della definizione dei tanti ricorsi pendenti, l’adeguamento degli estimi catastali ai valori reali di mercato e l’abolizione dell’imposta per tutti gli agricoltori, ovviamente da negoziare col governo nazionale”.
Mistretta ha, inoltre, anticipato che la prossima riunione del coordinamento si terrà nei prossimi giorni presso la casa comunale di Palagonia.
Intanto si avvicina la scadenza del 10 febbraio, quando gli agricoltori saranno chiamati a pagare la nuova Imu agricola caricati di un onere fiscale che non si possono permettere.
Ci sembra fortemente iniquo gravare di ulteriori balzelli aziende in difficoltà che hanno, tra l’altro, il grande merito di operare per la difesa del paesaggio ed essere spesso anche l’unico bastione contro il dissesto idrogeologico.
Una imposta ingiusta e sbagliata nel concetto che, in assenza di alternativa, deve essere stabilita rivedendo interamente le norme che danno diritto alla esenzione o alla sua quantificazione,  utilizzando parametri legati alla reale possibilità dei terreni di generare reddito e quindi al loro valore da attività agricola oltreché al beneficio sul mantenimento del territorio su cui insistono.
E’ evidente a tutti che L’Imu sui terreni agricoli è l’ennesima stangata che il governo Renzi infligge ai territori in difficoltà come la Sicilia. Forse nemmeno i piu scettici, anche all’interno del suo stesso partito, avrebbero potuto immaginare che il governo fosse tanto sordo al grido di dolore di una una intera regione e di un settore così provato come l’agricoltura.

S.R.

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