Dai gruppi consiliari di opposizione “Per la Città” e “Gruppo Misto”, riceviamo e pubblichiamo

MINEO – I gruppi consiliari di opposizione: “Per la città” (consiglieri Mario Noto, Sebastiana Risuscitazione, Antonella Maria Cristina Venuti) e “Gruppo Misto” (consiglieri Pietro Catania, Chiara Cutrona, Luana Mandrà, Ilaria Stuto e il presidente del consiglio Salvatore Barbagallo) hanno protocollato la mozione di sfiducia al sindaco Anna Aloisi che verrà discussa al più presto in consiglio comunale. La sfiducia presenta tre gruppi di motivazioni: di carattere politico, di carattere etico-morale e di carattere giuridico amministrativo.
Dal punto di vista politico il sindaco Aloisi non ha una maggioranza in consiglio comunale che sostenga l’attuazione del suo programma; dei quindici consiglieri previsti, otto si trovano in opposizione al Sindaco e 7 sono rimasti a sostegno dell’Amministrazione. Tale situazione provoca lo stallo dei lavori del Consiglio. Inoltre i continui ricambi all’interno della Giunta, la mancanza di una reale progettualità e unitarietà di azione politica da parte del primo cittadino e degli assessori, hanno caratterizzato questa legislazione per un lavoro fatto di improvvisazione e promesse non mantenute.
Ogni attività di indirizzo e controllo effettuata dal Consiglio Comunale (mozioni di indirizzo, interrogazioni, atti del Consiglio), non ha trovato riscontro alcuno nell’azione amministrativa, che è quella che detiene il potere esecutivo, cioè l’attuazione di programmi, mozioni, segnalazioni e quant’altro, proposte dai consiglieri comunali.
Dal punto di vista etico-morale, in seguito all’operazione dei Carabinieri denominata “Mondo di Mezzo”, anche conosciuta come “Mafia Capitale”, a dicembre 2014 inizia un terremoto nell’amministrazione della città che tocca il sindaco in prima persona e tutti quelli che sostengono la sua amministrazione.
Iniziano le indagini delle Procure sul Cara di Mineo, sulla gestione dei sindaci del Consorzio “Calatino Terra di Accoglienza, sull’operato del duo NCD Castiglione-Aloisi alla guida di detto Consorzio e sul bando per l’assegnazione dei servizi all’interno del Cara (97 milioni di euro ).
Il sindaco riceve un avviso di garanzia, assieme ai maggiori suoi sostenitori onorevole Giuseppe Castiglione, grande sostenitore di questa amministrazione già a partire dalla campagna elettorale, mentore politico del Sindaco e soggetto attuatore del CARA prima dell’arrivo della Aloisi; dott. Luca Odevaine, esperto dell’Avvocato Aloisi in qualità di presidente del Consorzio dei Comuni, arrestato già a dicembre 2014;  dott. Paolo Ragusa, creatore e coordinatore del gruppo politico “Uniti per Mineo” che ha candidato il Sindaco, presidente dell’ATI che si aggiudica l’appalto del CARA di Mineo e di tutte le cooperative sociali a cui vengono affidati gli appalti del Comune di Mineo, che fanno parte del Consorzio Sol Calatino che lui presiede; architetto Marco Aurelio Sinatra, Sindaco di Vizzini molto vicino al Sindaco Aloisi in quanto presidente dell’assemblea dei Sindaci del Consorzio “Calatino Terra di Accoglienza” e coordinatore regionale degli SPRAR; dott. Giovanni Ferrera, direttore generale del Consorzio tra Comuni, Calatino Terra di Accoglienza, stretto collaboratore prima dell’on. Castiglione e poi del Sindaco Aloisi.
I reati contestati a tutti, ognuno per il ruolo indicato nell’avviso di garanzia, sono: art. 81 cpv, 110, 353 c.p., 353 bis c.p: “perché – con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso (poste in essere tra il 2011 ed il 2014), in concorso tra di loro e nelle rispettive qualità, con collusioni ed altri mezzi fraudolenti (consistiti tra l’altro, nel ricorrere a numerose proroghe del primo contratto di affidamento, nel prevedere una disciplina dei requisiti speciali di partecipazione alle gara del 2014 idonea a consentire l’accesso alla procedura ad evidenza pubblica ad un numero ristrettissimo di operatori economici) – turbavano le gare di appalto per l’affidamento della gestione del Cara di Mineo del 2011, prorogavano reiteratamente l’affidamento e prevedevano condizioni di gara idonee a condizionare la scelta del contrante con riferimento alla gara d’appalto del 2014. Reati commessi a Catania e altrove tra il 18 agosto 2011 ed il settembre 2014”.
Questi eventi avrebbero dovuto giustificare un immediato atto di dimissioni di tutta l’Amministrazione Aloisi, impantanata nel conflitto di interesse da sempre alla base di tutta l’attività amministrativa, e oggi sotto il mirino dell’indagine di ben tre procure (Roma, Catania e Caltagirone). Atto di dimissioni che non c’è mai stato. E ad oggi il Sindaco è più impegnato a difendere la propria posizione in tribunale che a governare il paese. Il 20 luglio 2015 arriva al Sindaco una nuova informazione di garanzia da parte della Procura di Caltagirone, nell’ambito di una indagine su una presunta “parentopoli” che riguarda i posti di lavoro al CARA. Le ipotesi di reato sono, a vario titolo, istigazione alla corruzione e corruzione in atti d’ufficio.Dal punto di vista giuridico amministrativo sono trascorsi più di due anni dalla consultazione elettorale ed è possibile constatare come si siano disattesi anche i contenuti del programma con cui il Sindaco aveva vinto le elezioni, peggiorando le condizioni generali del paese e facendolo arretrare in ogni settore amministrativo.
Inoltre: a luglio 2014 si è assistito all’approvazione all’unanimità di un Regolamento Comunale per l’installazione di sistemi radioelettrici relativi alle telecomunicazioni per non vederlo mai attuato: manca infatti il Piano Regolatore Generale, le cui varianti erano indispensabili per l’attuazione del regolamento stesso, oltre che per la vita stessa del Comune. Malgrado le proteste in consiglio, le interrogazioni e le richieste dei gruppi, la situazione non si è mai sbloccata;i lavori pubblici risultano bloccati dall’inizio dell’attività di questa amministrazione: i fondi vengono destinati, ma non utilizzati (rifacimento facciata comunale, ristrutturazione aula magna plesso ducezio…);
le mozioni di indirizzo non sono mai state realizzate dall’esecutivo;  le interrogazioni scritte di solito non hanno ottenuto risposta, quelle orali non hanno prodotto alcuna conseguenza nell’attività amministrativa dell’Ente;
sui rifiuti urbani non è mai stata presentata in consiglio alcuna iniziativa progettuale volta a migliorare il servizio, aumentare la differenziata e diminuire i costi: la città si ritrova spesso sporca, gli operai della ditta spesso in sciopero, la TARI aumentata. Le proposte dell’opposizione non sono state prese in considerazione né dal Sindaco né dall’assessore al ramo;
nessuna realizzazione dell’area franca, promessa in consiglio comunale e anche dopo, con manifesti pubblici nei quali si assicurava la realizzazione della zona franca e l’arrivo di € 3.000.000 per il risarcimento dei danni subiti dagli agricoltori in occasione delle rivolte degli ospiti del CARA;
enorme confusione nella elaborazione della pianta organica: i vari cambiamenti nell’assetto organizzativo degli uffici comunali e delle Aree  Funzionali  (prima quattro, poi tre, poi di nuovo quattro), con relativo cambio di responsabili ha creato confusione e inefficienza tra gli uffici. Gli stravolgimenti del personale, avvenuti senza un criterio chiaro e lineare, e soprattutto senza tenere conto delle competenze maturate negli anni, non hanno previsto che il ricambio negli uffici fosse “indolore” per i dipendenti e soprattutto per la cittadinanza a cui va reso un servizio efficiente ed efficace, e non è stato previsto alcun periodo di affiancamento al personale chiamato a svolgere funzioni completamente diverse da quelle svolte fino a quel momento. Anche questi continui movimenti hanno creato blocco nell’attività amministrativa. Per tali motivazioni i nostri due gruppi hanno presentato la mozione di sfiducia.
Tutti i Consiglieri comunali che riconoscono le ragioni obiettive e non di parte politica di questo atto, per il bene della nostra città, devono essere posti dinanzi alla responsabilità civile assunta anzitempo con l’elezione a rappresentanti della città, rinunciando a qualsiasi aspettativa o incarico assunto, offrendo in cambio di una lunga agonia della nostra Città la possibilità, con il voto, di una radicale inversione di rotta.
Qualora la sfiducia non raggiungesse i 12 voti previsti dalla normativa per essere approvata, i consiglieri di opposizione dei due gruppi politici rimetteranno il loro mandato presentando dimissioni di massa. Questo comporterà la decadenza del Consiglio Comunale, e l’impossibilità di ripresentare una nuova mozione di sfiducia tra sei mesi.
Le dimissioni di massa vogliono essere una scossa politica perché il Sindaco prenda in seria considerazione la possibilità di effettuare proprie dimissioni, come più volte sollecitato dai due gruppi in diverse occasioni. Vogliono rappresentare non una resa, un volersi sollevare dalle proprie responsabilità, ma una forte presa di posizione di distacco e dissenso nei confronti dell’Amministrazione. Vogliono dimostrare nessun attaccamento alla poltrona, una presa d’atto dell’impossibilità a svolgere il proprio ruolo e un monito per l’Amministrazione.
Inoltre, lanciamo un appello affinché la Commissione Nazionale Antimafia, La Commissione Antimafia all’ARS, il Prefetto di Catania, i Procuratori di Catania e Caltagirone, il Ministro dell’Interno possano valutare la possibilità di poter far sciogliere l’Amministrazione comunale a seguito delle gravi inchieste giudiziarie in corso.

I consiglieri comunali : Catania Pietro, Chiara Cutrona,  Luana Mandrà, Mario Noto,  Sebastiana Risuscitazione, Ilaria Stuto,  Antonella Maria Cristina Venuti e il presidente del consiglio comunale Salvatore Barbagallo

Scrivi