Salvo Reitano

I manifesti “Anna Aloisi sindaco” esposti presso la sede del sindacato in campagna elettorale e quella manifestazione contro la modifica del regolamento per gli affidamenti diretti 

MINEO – L’affaire Cara di Mineo, finito nella maglie di “Mafia Capitale, continua a riempire le cronache. Non c’è giorno che la vicenda  non si arricchisce di novità, in un groviglio di fatti dal quale è difficile districarsi. A riempire la scena, nel bene e nel male, di questo inverosimile palcoscenico, oltre ai politici, “patron” di cooperative, faccendieri e speculatori di ogni tipo non potevano mancare i sindacati. Anzi, un sindacato: la Uil di Mineo, che ha organizzato un sit-in di protesta contro  la decisione del Consiglio comunale che ha modificato il regolamento dei contratti relativamente agli affidamenti diretti alle cooperative sociali, oggi limitati ad un massimo di diecimila euro e per importi superiori il consiglio ha deliberato che si proceda con regolari e trasparenti gare di appalto. cara_mineo1_N
Non è la prima volta che la Uil locale interviene. Era già successo, qualche tempo fa, quando l’opposizione chiese al consiglio, in tempi non sospetti, di chiamarsi fuori dal Consorzio Calatino Terra di Accoglienza. Andate, se volete, a rileggere il nostro servizio a questo link http://www.siciliajournal.it/mineo-cara-soldi-pubblici-affari-privati-2/    
I nostri lettori sanno bene che, già un anno fa, avevamo visto giusto. Qualcosa non andava. Troppe le coincidenze, tanti gli intrecci. Tanto che non ci siamo stupiti più di tanto dell’epilogo di questa vicenda che, statene certi, continuerà a riservare ancora sorprese.
Ma cosa spinge un sindacato a manifestare contro la decisone sovrana del civico consesso di Mineo? Ecco la loro motivazione:”Hanno deciso di togliere opportunità di lavoro ai soggetti svantaggiati in esse impiegate. Fanno di tutto, non considerando l’idea che tali cooperative non possono avere utili ma investono nella forza lavoro, ne risulta una più limitata possibilità per questi lavoratori che nel corso di questi anni, hanno potuto invece godere di un impiego, non si gioca con il pane della gente”. Detta così non fa una piega. E allora?
Per capire e farsi un’idea occorre portare indietro le lancette dell’orologio e il calendario, per essere precisi al 2009, quando due consiglieri di maggioranza della precedente amministrazione, Massimo Pulici  e Maurizio Gulizia, proposero la modifica del regolamento comunale e con l’approvazione si istituì l’albo per le cooperative sociali. Si decise l’affidamento diretto dei lavori alle cooperative fino a 200mila euro e l’obbligo per il Comune di ricorrere a tale procedura per il 30% dei lavori di manutenzione che annualmente l’ente esternalizzava, nonché, nei casi in cui veniva autorizzato dalla giunta”.
Ai più è parso subito di cogliere le solite coincidenze. Certe cose a Mineo sono di dominio pubblico, solo che qualcuno fa finta di non sapere. I due consiglieri dell’epoca risultano essere stati titolari di cooperaManifesto Uiltive, sempre associate alla Sol Calatino, quella di Paolo Ragusa. Gli stessi soggetti, con l’amministrazione guidata da Anna Aloisi, fanno il salto di qualità, ricevendo la delega di assessori, e le cui cooperative risultano destinatarie degli stessi affidamenti diretti.
Qui entra in gioco la Uil di Mineo che, operando in palese contrasto con lo statuto sindacale, alle ultime elezioni amministrative della città di Capuana sosteneva apertamente il candidato sindaco, Anna A
loisi, oggi indagata, assieme a Paolo Ragusa, Giovanni Ferrera, Luca Odevaine e Giuseppe Castiglione, per le vicende relative alla gara di appalto per i servizi milionari al Cara di Mineo, inchiesta legata a quella romana di “Mafia Capitale”.Altro singolare episodio, come detto, si verificò quando, ad inizio dell’anno 2014, il gruppo consiliare di opposizione, “Mineo prima di tutto”, depositò la proposta di fuoriuscita del comune di Mineo dal consorzio di gestione del Cara, denominato “Calatino Terra di Accoglienza”.
All’epoca, il rappresentante sindacale Uil dei lavoratori al centro di contrada cucinella, Giuseppe Achille Angelo, dichiarava:“L’eventuale fuoriuscita del Comune di Mineo, oltre a determinare una condizione di instabilità dell’intero organismo associativo, indebolisce fortemente la posizione di tanti lavoratori, ancora precari, residenti a Mineo. Questi rischiano di non avere più rinnovato il contratto di lavoro”. Recentemente, quando la stessa Aloisi ha annunziato e deliberato per lo scioglimento dello stesso consorzio, la Uil locale che fa? Si contraddice praticando il silenzio assenso.
In una soluzione di palese continuità la Uil menenina, oggi rilancia, cimentandosi in una legittima protesta,  citando i consiglieri che hanno limitato gli affidamenti diretti alle coop, e con un suo manifesto, nella foto, ne definisce qualcuno, addirittura, come mantenuto dai genitori e, come al solito, sostenendo “l’iniziativa dell’amministrazione guidata dal Sindaco Anna Aloisi che sta contrastando questa assurda decisione”.
In questo caso non possiamo non registrare una seconda palese contraddizione, dal momento che il sindaco Aloisi si è, invece, dissociata dalla presa di posizione, affermando con una sua dichiarazione, su un noto social network, nella foto, di rispettare la volontà dell’assise consiliare.Schermata Aloisi FB
“Un sindacato serio non parteggia – afferma Giuseppe Mistretta, ex consigliere provinciale, ci saremmo aspettati ben altre prese di posizione, ad esempio contro l’impiego irregolare dei migranti ospiti del Cara a danno dei nostri braccianti” e – continua Mistretta –  perché non hanno sostenuto la nostra iniziativa per delle assunzioni trasparenti dei lavoratori da impiegare al Cara di Mineo, con delle graduatorie pubbliche, magari privilegiando le categorie svantaggiate? “
“Ricordo benissimo – dice il consigliere comunale Pietro Catania – durante la campagna elettorale i manifesti di Anna Aloisi sindaco esposti presso la sede UIL di Mineo. Sicuramente quella della UIL di Mineo non è realtà sconosciuta alla famiglia del coordinatore del gruppo politico “Uniti per Mineo” Paolo Ragusa per questo non sono credibili”.
A Mineo, c’è un intreccio tra cooperative sociali, sindacati, politica e istituzioni che crea un tantino di confusione per chi non conosce la realtà locale.
“Vergognosa la scena a cui abbiamo assistito nel corso della seduta del Consiglio comunale del 15 giugno scorso – riprende Catania – durante la discussione sulla modifica al regolamento contratti, dopo aver dato lettura dell’art. 7  “diritto di astensione”, che prevede il divieto ai consiglieri di partecipare alla discussione e alla votazione qualora abbiano interessi propri, i consiglieri della lista “Uniti per Mineo” hanno abbandonato l’aula. Saranno stati colpiti dalla sindrome del conflitto di interessi?”.
“La modifica al regolamento contratti – continua il consigliere – ha dato giustizia sociale a tutte le imprese menenine tagliate fuori dai “privilegi” di cui, fino a qualche giorno fa, godevano le cooperative sociali, compreso un albo esclusivo”.
Ora le cooperative sociali saranno trattate come tutte le altre imprese e possono partecipare alle procedure di lavori in affidamento diretto e alle gare di appalto che l’ente ogni anno esternalizza a terzi.
“Da oggi – conclude Catania – avranno gli stessi strumenti delle altre imprese. Nessuna perdita di posti di lavoro, più uguaglianza e diritti per tutte le categorie imprenditoriali del nostro territorio. Alla UIL di Mineo consiglio di fare meno politica e più sindacato”.
Ci chiediamo: cosa ne penseranno di questa condotta le dirigenze provinciale, regionale e nazionale della nota sigla sindacale? Quali sono gli interessi che realmente rappresenta?. La UIL di Mineo manifesta per conto dei lavoratori o per l’amministrazione comunale?  Qualcosa, in questo guazzabuglio, non torna.

S.R.

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