da Alba Siciliana – Mineo riceviamo e pubblichiamo

MINEO – Alla nuova richiesta di dimissioni, pronunciata da più parti politiche del paese, si è avuta in risposta una breve replica del sindaco di Mineo: «Da mesi – dice il suo entourage dalle colonne de “La Sicilia” – il sindaco ha fatto piazza pulita di tanti nomi che prima le stavano accanto». In effetti è proprio ciò che è successo dopo la dissoluzione del progetto “Uniti per Mineo”. Quel progetto, quella lista, quelle persone avevano lavorato per portare la candidata Aloisi alla carica di primo cittadino, per realizzare un mandato e un programma. Poi cosa è successo? Arriva una raffica di inchieste giudiziarie e, vista la mala parata, ecco un furbo tentativo per restare a galla in ogni circostanza. Come? Facile! Rinnegando tutto e tutti: padrini, parenti, colleghi, componenti della squadra… Chiunque, senza guardare in faccia a nessuno, con il solo obiettivo di tenersi attaccata a una logora poltrona e portare una fascia che ormai da tricolore si è fatta tutta rossa, per la vergogna.Schermata 2016-03-04 alle 14.24.47
No, avv. Aloisi. Quest’ultima toppa è peggiore del buco. Riguardo agli errori compiuti finora, la Magistratura sta valutando. Ma noi oggi vediamo i segni di una miseria morale che è tipica dei traditori e dei vili. È dunque così che si tratta chi nel giugno 2013 ha fatto il “miracolo elettorale” con la vittoria di una sconosciuta? Tutto questo fango che getti sui compagni di squadra, inevitabilmente ricade su di te: ricade sugli atti compiuti in tre anni di amministrazione, ricade sulle posizioni prese più volte riguardo a temi come l’accoglienza e l’integrazione, quando il “sindaco delle due Mineo” gongolava di effimera vanità mentre oggi finge di non sapere che nel nostro territorio comunale ancora esiste una piaga di clientelismo e mafiosità chiamata Cara, che ha minacciato, derubato, ferito e perfino ucciso innocenti e della quale qualcuno dovrà occuparsi una volta per tutte! Grazie a chi
come l’avv. Aloisi reggeva il sacco – anche in qualità di presidente del Consorzio indagato per l’appalto da cento milioni di euro – una banda di luridi schifosi ha messo le mani sul Bene Comune, perfezionando al massimo grado ciò che già la precedente amministrazione per debolezza e vigliaccheria aveva permesso di farsi strada. A questi soggetti, deplorevole espressione del genere umano, tu hai permesso di spadroneggiare, di piazzare statue di santi e nomi di vie a propria gloria di mini boss, in sfregio a ogni regola, regalando e inaugurando case per chi ti ha fatto campagna elettorale anche dalle sedi sindacali, sperperando denaro pubblico in lavori indecenti come le strade del centro storico che anche la tua attuale assessora aveva difeso, perché “utili e ben eseguiti”.
Oggi, di tutto ciò cosa è rimasto? L’Ente comunale è annientato, come un campo di battaglia, a forza di stravolgimenti continui nelle dirigenze e negli organigrammi dei quali nessuno si è mai preso la responsabilità e giace, senza testa e senza futuro. L’economia locale è azzerata anche grazie alla totale assenza di progetti di sviluppo, visto che gli unici esistenti riguardavano la cuccagna delle cooperative e non sono stati sostituiti da nient’altro. Il Natale è abbandonato e defunto, mentre un’occasione di visibilità come l’Anno Capuaniano è stata presa a calci, tra l’indifferenza e la bella pensata di aveSchermata 2016-03-04 alle 14.59.50rne affidato il destino a qualche povero mentecatto notoriamente incapace di qualsiasi cosa e in primo luogo di tessere con il mondo esterno relazioni di livello adeguato a celebrare una figura di intellettuale così importante per l’Italia intera. L’elenco potrebbe continuare e, se sarà necessario, vi torneremo.
Col tradimento dei tuoi benefattori, chi mai potrebbe fidarsi a fare squadra un altra volta? Il paese ha perso l’occasione delle prossime elezioni amministrative stabilite per la primavera 2016. La via del commissariamento è inevitabile; forse avrà il pregio di portare un po’ di chiarezza su come stanno i conti, su quali sono le reali condizioni dell’Ente e darà un po’ di tempo a chi vuole occuparsi di politica locale per verificare se c’è la voglia di collaborare insieme o se lo spirito tribale dovrà ancora una volta prevalere sul senso di responsabilità. Noi ci siamo, altri dovranno decidere quanto vogliono essere liberi di scegliere e autodeterminare la propria condotta o per quanto ancora vorranno stare perfettamente isolati e sottomessi agli ordini di comandanti lontani e virtuali.
Cosa bisogna vedere ancora? È iniziato un processo penale, dei tanti che si andanno a sovrapporre man mano a coinvolgere il paese attraverso la classe politica che ancora si ostina a rappresentarlo davanti alle Istituzioni. Nei mesi e anni a venire, questi superstiti della fallita amministrazione Aloisi non potranno avere altre attenzioni e priorità oltre alla propria difesa personale. Siamo di fronte alla tragicommedia scontata di un sindaco che non parla più, non compare più, non fa altro che rinchiudersi nella sua stanza a doppia mandata, testarda nel non voler accettare il fatto che la fine di “Uniti per Mineo” la coinvolge in pieno. Farebbe meglio a riconoscere il suo fallimento, con onore: solo così potrà dimostrare di averne… almeno un poco.

Alba Siciliana – Mineo

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